Eccomi

Associazione di Volontariato Onlus

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Italia – Iniziativa “Ragazzi in Marcia”

Un progetto per la giovane società del domani.

L’iniziativa “Ragazzi in marcia” è un progetto che ha vinto un bando del MIUR per poter operare nelle scuole del X Municipio di Roma.

La collaborazione con Cristina Franceschi – ideatrice e realizzatrice del progetto “Giovani solidali” – ha permesso ad Eccomi Onlus di portare nelle scuole l’attività di volontariato che svolge la nostra Associazione.
Il progetto ha uno scopo fondamentale per il futuro dei ragazzi protagonisti di questa attività, cioè essere formati nella crescita dei valori fondamentali dell’umanità e delle comunità: solidarietà, rispetto, responsabilità, legalità, amicizia.

Alcuni volontari di Eccomi si sono recati nelle classi di questi ragazzi – dalla quarta elementare alla quarta superiore – nel mese di febbraio, presentando la nostra Associazione, i suoi scopi e i suoi progetti in Italia e nel mondo.

Queste classi, colpiti dalla nostra realtà, hanno deciso di aiutarci organizzando varie attività, dagli spettacoli teatrali a banchetti informativi per l’inizio del mese di aprile:

Sabato 6 aprile: 15.30 Mercatino – Piazza Anco Marzio (Centro di Ostia)

Domenica 7 aprile: 11.30 / 13.00 Mercatino – Chiesa Stella Maris

Martedì 9 aprile e Venerdì 12 aprile: 9.30 Spettacolo Teatrale – Teatro della scuola Capodarmi di Ostia

Tutte queste iniziative avranno lo scopo di far conoscere la nostra Associazione e raccogliere fondi per sostenere i nostri progetti.

Infine, a fine anno scolastico, tutta la cittadinanza sarà invitata alla presentazione dei percorsi fatti da ogni classe e si concluderà il progetto “Ragazzi in Marcia”.

Questa iniziativa per noi è motivo di forte orgoglio: far arrivare ai ragazzi i nostri messaggi – colonne portanti della nostra Associazione – e vedere che vengono messi in pratica con impegno e coraggio, non può che essere il segno di un grande futuro di solidarietà per noi e per i nostri giovani.

Quindi, non mancare a questi appuntamenti. Per noi, ma soprattutto per loro.

Burundi – Concerto per i bambini dei villaggi burundesi

Oggi, nell’aula magna della Chiesa Valdese di Via Pietro Cossa, si è tenuto un delizioso concerto a cura dell’Orchestra Mandolinistica Romana diretta da Teresa Fantasia.

Un appuntamento incentrato sull’impegno sociale e il volontariato con lo scopo di continuare a mandare a scuola i bambini più poveri del Burundi.

Questo evento ha dato la possibilità al Presidente e al Vice Presidente di raccontare a tutti i presenti quanto Eccomi sta operando nel mondo.

Per giunta, la grande partecipazione degli amici di Eccomi Onlus ha permesso di raggiungere il risultato sperato.

Grazie all’orchestra e gli amici per il bellissimo pomeriggio passato assieme.

Concerto per il Burundi

Il 30 marzo alle ore 17,30 presso l’Aula Magna della Chiesa Valdese in via Pietro Cossa, 40 (zona piazza Cavour) si svolgerà uno spettacolo di beneficenza a favore della nostra Associazione.

Si tratta di un concerto dell’Associazione Mandolinistica Romana: ben 15 musicisti saranno in scena per eseguire musiche di Piovani, Bacalof, Piazzolla, ecc.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI

Etiopia – Ecco come è andato l’ultimo viaggio

Diario di viaggio del campo di gennaio 2019 a Gassa Chare in Etiopia

Arrivati al villaggio il 14 gennaio ci siamo messi subito ad ispezionare il campo con il responsabile del nostro centro scout Mathewos. Il nostro compito primario era quello di fare insieme a qualche amico etiope manutenzione, controllo generale e ripristino degli impianti e dei giochi.
Nel frattempo abbiamo organizzato il lavoro in sartoria per le divise dell’anno nuovo dei nostri bambini del Fidel che per settembre 2019 ( in Etiopia parte in settembre il nuovo anno) se ne contano 105 iscritti. Il lavoro è affidato a Messelech, una ragazza che dall’età di 12
anni ha voluto imparare questo lavoro.
Attualmente  è iscritta ad un corso professionale della durata di 3 anni in un villaggio vicino Gassa, impegnandosi a rientrare al campo nel weekend, per portare avanti il discorso delle nuove uniformi. Infine, proprio a lei è stato affidato il compito di insegnare alle più piccole ( al momento 3 ragazzine) le prime fasi del cucito.
Parlando invece dell’inceneritore, posto in una zona lontana dalla presenza dei bambini e dagli adulti, per ora ha limitato di gran lunga le molteplici buche per sotterrare i vari rifiuti. La strada è ancora lunga ma un passo importante è stato fatto e i ragazzi del centro si impegnano in questa attività
L’orto, purtroppo, si ritrova ad ospitare nuovi ospiti: le scimmie! Rendono difficoltoso la semina e il raccolto. Per questo motivo abbiamo cercato di coltivare piccoli orticelli vicino la cucina, sperando di avere un maggiore controllo della zona coltivata.
Stiamo valutando di costruire una serra chiusa e coperta.

Progetto scuola

È stata fatta una visita in ogni aula, innanzitutto per conoscere i nuovi e salutare i bambini facendoci conoscere dai più piccoli e ricordando ai grandi lo scopo del progetto Harambee-Eccomi Onlus.
Abbiamo notato, che a differenza dell’anno scorso, i bambini sono più ordinati.
Il pranzo è ben distribuito e viene seguito il menù settimanale deciso dai genitori.
Martedì 22 gennaio, insieme ai ragazzi e le ragazze del campo, si è organizzata una corsa con i bambini dell’asilo. Ad attenderli un ottimo ristoro di biscotti e cioccolata. Poi è stata la volta dei grandi. 5 giri intorno al campo, chi di corsa e chi camminando, tutti insieme.
Un bel segno di affetto.
L’ultima sera è stata organizzata una cena al campo con cibo etiope e italiano che hanno riempito la tavola e le pance. Infine abbiamo ballato tutti intorno al fuoco per un arrivederci all’anno prossimo.

Stare ai Margini – Nel ricordo di Riccardo

Carissimi amici,
oggi Riccardo festeggia il suo compleanno e io desidero informarvi del progetto ‘Stare ai margini’, che continuiamo a sostenere in suo ricordo attraverso l’Associazione di Volontariato Eccomi.
I nostri amici del Masci di Reggio Calabria, insieme ad altre associazioni e movimenti coordinati dalla Caritas Diocesana, continuano a svolgere il servizio della mensa itinerante per i senza fissa dimora, si impegnano costantemente nell’Help Center per l’orientamento e l’accompagnamento di persone bisognose e sono presenti nella conduzione della casa di accoglienza.
Nell’ultimo anno i fondi raccolti hanno contribuito ad attrezzare la ‘Casa di Benedetta’, struttura messa a disposizione dei Padri Monfortani per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati o di minori italiani in difficoltà.

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I fondi raccolti ed inviati dall’associazione hanno permesso di acquistare una lavatrice da 10 kg, utensili e batteria da cucina, posate, materiali per la pulizia e per lo stiro, letti, armadietti e scrivanie per le camere e un grande frigorifero.
Cari amici, desidero ringraziare di cuore tutti coloro che contribuiscono nel tempo a sostenere il progetto e comunque tutti coloro che ricordano con affetto Riccardo.
Cristina

Etiopia – Diario di Viaggio 2018

Un viaggio durato due settimane, riesce a dare nuova linfa ad uno dei progetti più rappresentativi della nostra Onlus

Partiti il 5 agosto dall’aeroporto di Malpensa, il gruppo di volontari del progetto “Harambee Etiopia” è stato capace di cominciare un lavoro di ripresa e sviluppo territoriale nei pressi del villaggio Gassa Chare.

Appena arrivati in terra etiope, lo scopo del gruppo è stato quello di incontrare i rappresentanti dell’ESA (nostro corrispondente in Etiopia) per presentare il lavoro che si sarebbe svolto durante le due settimane di permanenza nel villaggio. Un lavoro che ha avuto lo scopo di trattare argomenti relativi alla salute e alll’ambiente e ai rischi del fuoco e della corrente elettrica.

Nei primi giorni di campo è stato installato il generatore elettrico in modo da dare nuova energia all’impianto già presente in loco.
Dopodiché è iniziato il campo con scout provenienti da vari villaggi della zona – erano più di 30 persone – con lo scopo di far conoscere gli argomenti sopra citati e costruire un’area per la raccolta di rifiuti organici ed un’area di stoccaggio dei rifiuti da bruciare.
Due attività che possono migliorare la condizione igenico-sanitaria della zona.

Finito il campo, il gruppo di volontari si è spostato in un’altra zona dell’Etiopia per conoscere il progetto “Food for Life”, un’attività che ha permesso di far conoscere a 41 donne la cultura dell’orto permettendo ad altrettante famiglie di potersi autosostenere grazie all’orticoltura.
E’ stata una giornata che ha permesso di avere tanti spunti di riflessione per il futuro del progetto Etiopia.

Dopo un ultimo incontro tra il gruppo di volontari e i referenti, per comprendere ancora una volta quale può essere la strada da percorrere per il futuro, i nostri amici sono ripartiti per l’Italia portandosi nel cuore la volontà e la consapevolezza di poter dare nuova linfa al territorio etiope.

Burundi – Buone nuove dall’Atelier

Le notizie che ci arrivano dall’Atelier sono molto positive.

Le ragazze stanno lavorando tantissimo e sopratutto lo fanno con grande entusiasmo e ottimismo.
In effetti hanno ottenuto diversi ordinativi (segno che c’è una ripresa in atto) ed uno è particolarmente significativo, perché una fabbrica locale ha chiesto la realizzazione di sacchi per il caffè con un disegno a loro scelta che rappresentasse, appunto, il caffè ed il lavoro delle donne. Bisogna riconoscere che con perizia e fantasia hanno realizzato dei sacchi molto carini e azzeccati ed il committente ne è rimasto molto soddisfatto.

Nei mesi scorsi sono arrivati a Roma, con diverse persone, molti manufatti che potrete trovare nel nostro consueto mercatino di Natale.

Uganda – Progetto dell’ISGF “Un ricovero per i rifugiati del Sud Sudan in Uganda”

Dove siamo con il progetto?

Bruxelles 20 giugno 2018

Cari membri, cari amici

Nell’ottobre scorso, l’ISGF ha sollecitato il vostro aiuto  per poter fornire ai rifugiati sud sudanesi,forzati a fuggire dalle loro case a causa della guerra e della carestia, dei ricoveri temporanei, specificamente delle tende.

Da allora, voi avete dato prova di grande generosità permettendo all’ISGF di raccogliere la somma di14.100  euro ad oggi, mentre il gruppo dell’ISGF, composto dai membri del Comitato Mondiale e dal NSGF ugandese, ha lavorato intensamente per realizzare l’obiettivo.

Dalle visite a diversi ministeri a visite al campo di Imvepi, L’ISGF è stata informata che le necessità nel campo hanno subito una evoluzione. Le autorità locali, riconoscendo l’aiuto prezioso dell’ISGF, ci hanno proposto di fornire dei ricoveri più duraturi:

DELLE CAPANNE TRADIZIONALI

Perché?

Le tende possono servire come ricoveri provvisori ed hanno una durata limitata, al massimo di sei mesi, a causa del clima e delle caratteristiche del materiale impiegato. Le tende possono essere utilizzate solo per i nuovi rifugiati in arrivo e posizionate nella zona di ingresso principale, prima che i rifugiati abbiano ricevuto un luogo definitivo nel campo.

In ragione della situazione prevalente in Sud Sudan e del numero crescente dei rifugiati in arrivo ad Imvepi, il campo deve gestire dei soggiorni più lunghi( da molti mesi a molti anni) ,sempre cercando di offrire delle condizioni di vita corrette e decenti ai rifugiati.

Di conseguenza, tenendo conto degli elementi su menzionati, noi vorremmo informarvi in quali termini

Il progetto ISGF sarà modificato e riorientato:

  • L’ISGF sosterrà la costruzione delle capanne tradizionali fatte con mattoni e piastre metalliche, di una dimensione di 3 metri x 3 metri, che possono accogliere 4 persone adulte ed in accordo ai criteri richiesti dal campo per la costruzione.
  • Il team di progetto  ISGF ha già identificato i costruttori adatti sul campo, contribuendo a sostenere l’economia locale.
  • Questo tipo di ricovero è più oneroso, 514 euro in luogo di 25 euro per una tenda. Però questo ricovero ha una durata di vita più lunga, si considera  dell’ordine di anni, e di conseguenza l’aiuto di ISGF sarà ben più utile e confortevole per i rifugiati.
  • Considerando il budget previsto dall’ISGF ( 25000 euro), l’ISGF  prevede di poter fornire 50 capanne permettendo di alloggiare 200 persone.
  • Ogni capanna tradizionale finanziata dall’ISGF sarà identificata dal logo ISGF, che sarà pure visibile nel pannello all’entrata del campo, fornendo cosi una migliore e maggiore visibilità all’ISGF.

Noi crediamo che voi possiate condividere le modifiche che l’ISGF è in corso di realizzare al progetto, come valida dimostrazione della reattività e capacità dell’ISGF di adattarsi nell’intento di meglio servire chi si trova nel bisogno.

Grazie alle donazioni che abbiamo già ricevuto, noi siamo in grado di far partire immediatamente la costruzione delle prime 20 capanne. Si tratta della prima tappa di realizzazione del progetto e noi avremo ancora bisogno del vostro sostegno per poter raggiungere l’obiettivo finale: 50 capanne per rendere la vita di 200 rifugiati più facile e sopportabile.

Vi terremo informati del progresso del progetto attraverso foto e comunicazioni a disposizione presso il sito internet dell’ISGF è www.isgf.org.

Con i nostri più sentiti ringraziamenti per la vostra cooperazione e comprensione.

Amicizia fraterna con tutti voi.

Mathius Lukwago
Presidente
Comitato mondiale ISGF

 

Un diario dal Burundi – Parte 3

Ho incontrato dei giovani medici e ostetriche italiani che mi hanno colpito nel cuore per la loro missione di vita e anche questo assieme agli altri incontri di missionari italiani, ha trasformato qualcosa nel mio sistema di credenze per sempre.
Andare in giro con questi neo laureati che parlavano qualche parola di Kirundi e comunicavano con semplicità con i locali mi ha stupito e ho visto il mio limite culturale e le paure razziste che coltiviamo nei paesi occidentali, facilmente superabili.
E’ stata nel complesso un’esperienza molto unificante con la parte vera di me stessa, che mi ha riconnesso ad una terra da cui tutti noi proveniamo e da una situazione che vorrei in qualche modo esplorare di più.

Non posso dilungarmi troppo ma voglio solo parlare velocemente dell’esperienza nelle garderies ovvero asili per i meno fortunati che vengono gestiti dagli Scout del Burundi. Mi ha stupito quanto in una società così disgregata e senza democrazia, loro fossero comunque in grado di aver delle confraternite scout e come queste si stiano impegnando sul territorio, seppure con evidenti difficoltà, a fare qualcosa per condividere il benessere che loro fortunatamente hanno trovato. Ebbene si, gli Scout in Burundi sono un ceto privilegiato, ma ciò nonostante lavorano e fanno servizio di volontariato, ciò per me è simbolo di un popolo che sono dei bravi esseri umani. L’associazione Eccomi si è occupata per anni ormai di queste scuole, offrendo cibo, vestiti, libri e penne e cure mediche, insomma materiali didattici primari, per concedere a questi meravigliosi bambini un’opportunità, di sollevarsi dalla miseria. Mi sono impressionata e un po’ emozionata nel vedere la gioia mista alla loro confusione quando ci hanno accolti in classe durante una mattina qualunque, ma soprattutto come dopo un’ora che eravamo con loro e ci stavano riempiendo di attenzioni, cantando e posando per le nostre foto, o aspettando seduti sulla sedia la loro caramella da noi regalata; quando è arrivato il pasto del mezzogiorno la loro attenzione si è subito spostata e come biasimarli, erano affamati!
Ecco che mi chiedo come possiamo vivere ogni giorno sprecando il nostro cibo sapendo che così tanti oggi non avranno un pasto caldo? Io dico ECCOMI, rispondo al richiamo, ho capito che la mia vita non può essere vissuta senza averne cura, perché il bello di vivere in un paese progredito sta nel di conoscere le cose del mondo viaggiando e di essere un agente del cambiamento consapevole, partendo innanzitutto dai gesti quotidiani di risparmio energetico nel nostro paese.
Bisogna finirla con questa storia del lamento costante che sento spesso in Italia, noi abbiamo tutto, bisogna essere grati alla natura, e alla sua abbondanza punto e basta!

In conclusione ho acquisito tanto anche nel lasciare andare, a momenti di tristezza ho preferito abbracciare la gioia , di questi missionari di questo popolo e delle loro facce sorridenti.

A cura di Giada Carlucci

Fare strada in Europa e nel Mondo

La legge scout una regola di vita

Seminario internazionale 3 maggio 2018
Un prestigioso meeting in un prestigioso edificio dell’ambiente Romano.

Dalle nove del mattino alle sei di sera, al CNEL, si è tenuto un importante incontro organizzato dal M.A.S.C.I., dall’ISGF e dal Focsiv, manifestando la volontà comune di coinvolgere le risorse dello scautismo e della cooperazione internazionale in uno specifico appello per agire insieme per un futuro di libertà autentica e amicizia tra i popoli.

La giornata si è composta da tre parti, ognuna delle quali aveva il preciso scopo di capire il contesto migratorio dei nostri giorni.
I temi affrontati sono stati:

  • Affrontare con coraggio e consapevolezza i mutamenti socio-economici del nostro tempo;
  • Le scelte politico-sociali per un’accoglienza dei fratelli migranti;
  • La sinergia tra le istituzioni e le organizzazioni di volontariato in tema di immigrazioni.

Tantissimi i relatori che si sono susseguiti nell’arco della giornata – ben 25 – dando prova di quanto il fenomeno sia nel cuore di molte persone, il quale richiede di trovare una soluzione al più presto.
Ed è proprio questo che si è cercato di fare.

“Bisogna fare rete, lavorare insieme, non accontentarsi mai. Siamo dotati di poter dare voce a chi non ha voce. Bisogna essere prima di fare. Bisogna essere comunità”. Con queste parole di Suor Veronica Donatello inizia la giornata. Un messaggio forte, capace di trasportare l’intero seminario verso proposte comuni.

“Serve assolutamente una legge di cittadinanza per non avere più il diverso.” Questo è lo scopo da raggiungere secondo Enrico Giovannini, ex Ministro del lavoro. In aggiunta, Paolo Marozzo della Rocca ci spiega “L’illegalità dell’immigrazione esiste perché le politiche europee, nei confronti delle immigrazioni, non esistono e non vengono create. Creare una immigrazione regolare, costerebbe molto meno, rispetto all’immigrazione illegale, per i Paesi ospitanti”. Questo è il messaggio principale per dar vita a ponti umanitari che siano capaci di creare l’uguaglianza tra i popoli, sottolineato fortemente da Anna Maria Volpe durante il suo intervento “l’uguaglianza è ricchezza”.

Nel pomeriggio, poi, cercando di capire come le istituzioni e le organizzazioni di volontariato possano collaborare, è intervenuta Patrizia Toia “ll tema migratorio si lega alle sfide del lavoro, dello sviluppo e della pace. E’ alla base della sfida che ha come obiettivo un’europa unità”, aggiungendo quanto sia divenuto importante il loro inserimento legale nella società europea, ma soprattutto italiana “Questi versano regolarmente i contributi, sollevando un po’ il deficit delle Casse dell’INPS. Mandando i loro figli a scuola, hanno contribuito a mantenere il posto a tanti insegnanti, evitando la chiusura di molte scuole, hanno iniziato a fare economia aprendo dei conti in Banca”. Ha poi concluso Enzo Rossi puntualizzando “E’ importante arrivare alla conclusione che l’integrazione è bilaterale tra l’immigrato e noi”.

Giorgio Marrapodi “Bisogna intervenire sulle cause che creano il fenomeno dell’immigrazione”, sottolineando l’importanza che un obiettivo deve essere creare una politica in grado di aiutare questi popoli nel loro Paese d’origine, affrontando con coraggio la corruzione imposta dai politici corrotti locali.

Di spessore, prima della conclusione, l’intervento di Andrea Stocchiero, che ha fatto capire quanto il fenomeno migratorio non è solo un problema europeo, ma anzi, sta colpendo molto di più i Paesi di transito dei rifugiati “In Italia si ha 1 rifugiato ogni 250 abitanti, in Libano – Paese di transito – 1 ogni 4 abitanti, in Giordania – Paese di transito – 1 ogni 12 abitanti”. Inoltre ha aggiunto “I muri creati oggi hanno trasformato il legale in illegale, facendoci capire quanto il lavoro svolto dall’UE fosse più efficace in passato”.

Il seminario si è poi concluso con la toccante lettura scenica “Quel mattino a Lampedusa” e con le parole del primo presidente africano dell’ISGF Mathius Lukwago “Dobbiamo creare ponti tra i popoli”.

Una giornata che è riuscita a definire una nuova Politica Europea che verrà presentata a Bruxelles nei prossimi mesi, in cui viene richiesto:

  • L’istituzione di corridoi umanitari con i fondi Europei;
  • L’applicazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza;
  • La concessione dei visti umanitari nel rispetto delle norme apposite;
  • Il riconoscimento dello status di rifugiato politico da parte dell’UE;
  • La modifica dell’accordo di Dublino.

Tutto questo per un’Europa più democratica e libera in cui vengano affermati e praticati i principi essenziali sulla dignità della persona umana.

 

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