Eccomi

Associazione di Volontariato Onlus

Zambia – Buone notizie dai nostri progetti

La pandemia, in Zambia, risulta essere ancora presente e, purtroppo, le vittime continuano ad esserci in tutto il Paese. Una situazione difficilmente contrastabile anche perché le persone non possono permettersi di rimanere in casa e le bocche da sfamare, così come la formazione da offrire, reclamano la loro e la nostra attenzione.

Al San Nicola si continua a dare assistenza a una ventina di orfani con l’aiuto delle ragazze della sartoria. Nello stesso tempo, grazie ad un ragazzo del quartiere esperto d’informatica e grazie ai computer che siamo riusciti ad inviare e che continuiamo ad inviare sfruttando i container dei diplomatici che rientrano, è partita la scuola di informatica per i ragazzi e le ragazze del quartiere. Questa iniziativa sta avendo grande successo e le domande di ammissione ai corsi hanno già superato di molto le nostre possibilità.

Anche le nostre donne di Lunga, sulle paludi del lago Bangweulu, hanno fatto progressi grazie alle modeste somme che siamo riusciti ad inviare quest’anno. Infatti, sono riuscite a migliorare i sistemi per l’essiccazione e la vendita del pesce e sono riuscite anche ad incrementare la produzione di riso.
Infine, riuscirebbero a fare un ulteriore salto di qualità se potessero avere in loco la macchina per mondare che attualmente si trova solo a Sanfya, sulla terraferma, e che comporta una consistente decurtazione sui loro già magri guadagni.

Intervista a Sara Kasanu – Donna delle Paludi

Etiopia – La situazione è molto grave nel Paese

Il 16 febbraio si è tenuto un confronto informativo con il Presidente della Focsiv, Ivana Borsotto, sulla situazione nella zona del Tigray, in Etiopia, a cui hanno partecipato Eccomi e molte ONG che operano sul territorio.
Nella prima parte un giro di presentazione per conoscere la zona geografica su cui si opera e la tipologia di progetto.
Abbiamo appreso (operando noi nella zona del Dawro Conta, parte sud dell’Etiopia e molto lontani dalla zona del Tigray) una situazione di grave emergenza. Le notizie non trapelano, anche perché i canali di informazione sono bloccati. Ci raccontano di bombardamenti, gli ospedali sono al collasso e la gente è senza provviste alimentari.
È importante collaborare per cercare di far conoscere la situazione attuale.
Focsiv si attiverà per dare visibilità alle testimonianze locali che saranno segnalate dalle associazioni.
Ci si chiede davanti ad uno scenario di tale gravità come possiamo e in che modo dare il nostro aiuto e se aperti ad una collaborazione insieme.

Fortunatamente i nostri progetti proseguono, tra tutti:
Pozzo per distribuzione dell’acqua

Scuola materna

Centro scout con attività di aggregazione, formazione, sartoria, supporto all’avvio di attività economiche

Le diaspore e le nuove generazioni per la ripresa e lo sviluppo sostenibile

I migranti e le nuove generazioni, sono persone che, nonostante molte difficoltà, vivono e rappresentano dei veri e propri soggetti attivi dello sviluppo del nostro Paese, e della cooperazione internazionale. Se maggiormente riconosciuti e coinvolti, possono divenire degli attori importanti per la ripresa e lo sviluppo sostenibile italiano ed europeo.

È essenziale dare valore al volto positivo, al protagonismo, di chi vive, studia e lavora nel nostro Paese; di chi crea relazioni e opera per migliorare la salute, l’educazione, l’economia e la tutela dei diritti umani in Italia e nei Paesi di origine. Sono queste le tematiche affrontate nel video Diaspore protagoniste per lo sviluppo sostenibile”,  che FOCSIV con GCAP Italia lanciano oggi su scala europea, nel quadro del progetto Volti delle Migrazioni .

Da alcuni anni le diaspore si sono impegnate in un percorso di creazione di una rete nazionale di associazioni migranti con lo scopo di essere rappresentate presso il Ministero Affari Esteri, e con l’obiettivo di contribuire attivamente alla politica di cooperazione allo sviluppo. In tale senso, il Summit Nazionale delle Diaspore ha rappresentato uno spazio aperto e allo stesso tempo il cammino di costruzione di questa ambiziosa visione.

Con le sue numerose attività locali e nazionali, il Summit è riuscito a dar voce ai migranti e alle nuove generazioni che vivono in Italia, al fine di conquistare rilevanza nelle scelte politiche per lo sviluppo sostenibile.  È uno strumento per accrescere la democrazia attraverso la partecipazione attiva delle associazioni dei migranti. 

La nostra video produzione raccoglie così, da un lato la visione e le speranze di alcuni protagonisti del Summit e, dall’altro, il significativo riconoscimento al mondo diasporico della Viceministra per la cooperazione internazionale, Emanuela Del Re. 

Le voci e i volti di Ada, Cleophas, Tatiana, Bertrand e Andry, ci parlano del loro impegno sociale, della loro voglia di partecipare a creare un mondo migliore, sostenibile e più umano. E se il piano per la ripresa socioeconomica ha il titolo “NextGenerationEU”, il dibattito politico italiano non può evadere il tema della cittadinanza delle nuove generazioni di italiani. Se l’Italia e l’Europa vogliono tornare a crescere nel mondo, per lo sviluppo sostenibile, la politica deve promuovere la partecipazione attiva delle nuove generazioni e delle diaspore.

Assemblea dei Soci – A distanza

Il 26 Ottobre, dopo cena, ognuno al caldo nelle proprie case (perché diversamente non si poteva), si è tenuta l’Assemblea Ordinaria dei soci di Eccomi.

Un bel momento di aggregazione della nostra Associazione.

L’Assemblea, che aveva lo scopo di presentare i lavori 2019, il bilancio consuntivo del medesimo anno, quello preventivo dell’anno in corso e l’approvazione degli stessi, ha permesso anche vari momenti associativi di forte unità.

Primo su tutti, l’intervento di Francesco Compagnoni, il quale ha spiegato ai presenti alcuni punti focali dell’enciclica di Papa Francesco, l'”Enciclica sui migranti e l’accoglienza”.

Anche se di appena 20 minuti, il suo intervento ha saputo toccare il cuore di tutti i presenti. Con le sue parole è riuscito a sottolineare e spiegare il pensiero del Papa, dove l’amore deve essere il punto focale e il fulcro tra i popoli a creazione di un’amicizia sociale, oltre i confini, mentali e fisici, in favore degli ultimi.
Questo pensiero dovrebbe essere alla base delle nostre politiche, politiche capaci di essere a favore di tutti.

Si è poi concluso il tutto con un bel momento a distanza di forte unità, oltre i confini: un Padre Nostro recitato all’unisono.

Di seguito il link per rivivere l’Assemblea.

https://fb.watch/1xfNhNKclj/

Burundi – Un’importante visita all’Atelier

Abbiamo appreso dai nostri partner locali che questa mattina la moglie del nuovo Presidente del Burundi è andata a visitare il nostro Atelier delle donne con handicap.

Una visita del tutto inaspettata che ci ha riempito i cuori di gioia.

Questo è davvero un gran risultato, raggiunto grazie a dieci anni di lavoro e di tanto impegno messo in campo da queste ragazze che giorno dopo giorno riescono sempre più a realizzarsi, con tutte le difficoltà che le circondano.

Grazie ragazze …

Grazie Emilia …

Anche il Piemonte “Ha riso per una cosa seria”

Anche il Masci Piemonte ha collaborato per la campagna “Abbiamo Riso per una cosa Seria”.

Durante l’Assemblea Regionale c’è stata l’occasione per poter portare avanti questa importante iniziativa.

Si è deciso di “sfruttare” l’Assemblea per poter seguire a pieno tutte le direttive anti-Covid19, perché si è potuta così gestire la vendita del riso rispettando distanze ed evitando assembramenti.

I risultati sono stati più che positivi perché si è riuscito a vendere tutto il collo in dotazione.

Un gran bel risultato per questa importante campagna.

Sviluppo di Cooperative Agricole di donne dei villaggi rurali del Burundi

Il Progetto ECCOMI Onlus per lo

 “Sviluppo di Cooperative Agricole di donne dei villaggi rurali del Burundi”.

 

Le  donne dei villaggi rurali del Burundi non hanno diritti, non studiano, non partecipano all’asse ereditario, non hanno un ruolo nel villaggio ma accudiscono i numerosi figli, curano la casa, lavorano nei campi, procurano il cibo, e portano a casa acqua e legna.

Per questo nel 2014 abbiamo avviato un progetto per dar loro un futuro migliore e duraturo ed abbiamo formato in 8 villagi gruppi di donne che, incontrandosi regolarmente, dovevano imparare, piano piano, a lavorare insieme.

Queste donne per tre anni si sono impegnate per ritagliarsi uno spazio e partecipare alla mezza giornata di incontro settimanale, anche se impiegavano due ore per spostarsi dalla loro capanna al luogo in cui  si svolgevano gli incontri.

In questi tre anni hanno acquisito gli elementi per leggere, scrivere, fare i conti, hanno ricevuto nozioni su igiene e alimentazione, hanno avuto incontri sulla pace e su come affrontare i conflitti nella comunità, hanno incontrato agronomi e allevatori di piccoli animali, hanno inoltre ricevuto materiale igenico, strumenti di lavoro, concime e semenze e una coppia di conigli. Ma cosa  fondamentale  hanno sperimentato i vantaggi dello stare insieme e della collaborazione.

Due anni dopo la fine del progetto, nel 2019, siamo potuti  tornare in Burundi, ed abbiamo voluto incontrare quelle donne che ci hanno raccontato che in quel periodo le cooperative si erano rafforzate e sviluppate.

Qualche cooperativa aveva un conto in banca, altre  affittavano terreni per coltivarli, altre ancora acquistava il caffe sulle piante per portarlo a maturazione e poi venderlo .

Le donne sono adesso diventate figure di tutto rispetto e hanno un ruolo di riferimento all’interno dei loro villaggi, ruolo che prima non era nemmeno pensabile: con fierezza, hanno sottolineato che non sono più picchiate dai mariti perché le altre donne della cooperativa intervengono picchiando sulle pentole.

Negli incontri, oltre a raccontarci la loro esperienza,  ci hanno chiesto una unica cosa:

fare nuove cooperative  per le donne dei villaggi che non avevano avuto la loro fortuna.

Per noi è stata la grande conferma che piccoli interventi, molto mirati sul territorio, possono portare anche a grandi cambiamenti; per questo non potevamo restare insensibili alla loro richiesta e, forse con un pizzico di incoscienza, abbiamo varato di nuovo il “Progetto per lo sviluppo di Cooperative Agricole di donne dei villaggi rurali del Burundi”.

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