“Più di quanto potrò dare”: primo anno di Servizio Civile Universale in Zambia
Il 9 ottobre è iniziato il nuovo anno di Servizio Civile Universale e, come vi abbiamo raccontato, quest’anno i volontari di Eccomi ODV sono quattro: due in Togo e due in Zambia. Dopo Paolo e Matilde, diretti ad Asrama, è il momento di presentarvi Anna Occhipinti e Gabriele Amendolara.
Anche loro partiranno lunedì 2 novembre, destinazione Lusaka, dove passeranno i mesi del loro servizio. Ed è una novità anche per noi: è il primo anno di Servizio Civile Universale di Eccomi in Zambia.
Da un capo all’altro dell’Italia

Anna ha 21 anni e viene da una piccola città della Sicilia. A diciotto anni si è trasferita a Perugia per studiare filosofia e psicologia, e ora sta per concludere gli studi. Nel frattempo ha lavorato come cameriera e banconista e si è occupata di animazione e supporto educativo con bambini piccoli. Il Servizio Civile era un’idea che coltivava da tempo, cresciuta ascoltando i racconti di chi l’aveva già vissuto. Ora le è sembrato il momento giusto: «sentivo il bisogno di fare qualcosa di concreto per gli altri e per me».

Gabriele è nato nel 2001 a Torino, la città in cui è cresciuto e in cui vive. Dopo il liceo artistico ha studiato illustrazione digitale alla Scuola Internazionale di Comics, poi si è iscritto a Storia, che sta terminando. Nel frattempo ha fatto tanti lavori, ma il più importante per lui è stato quello in una libreria, dove è rimasto per poco più di tre anni. Nel 2025 ha vissuto sei mesi a Lione con l’Erasmus. E intanto, come sempre, cerca di leggere e disegnare il più possibile.
…fino a Lusaka
Anna e Gabriele si sono conosciuti a ottobre, durante la formazione in Italia. Da lunedì condivideranno tutto: il lavoro, la casa, la vita di tutti i giorni a Lusaka. Sulla carta i loro percorsi si completano bene, tra gli studi e l’esperienza educativa di Anna e l’illustrazione digitale di Gabriele. Come in Togo, però, non avranno un’attività ciascuno: lavoreranno insieme su tutto.
Cosa faranno a Lusaka
Il Saint Nicholas Community Care Centre, di cui vi abbiamo già parlato nei mesi scorsi, si trova a Kaunda Square, un quartiere alla periferia di Lusaka, e accoglie un gruppo di ragazze madri. In Zambia quasi tre ragazze su dieci diventano madri quando sono ancora adolescenti. Spesso questo significa lasciare la scuola, dover scegliere tra il figlio e lo studio, fare i conti con lo stigma e l’emarginazione, a volte anche dentro la propria famiglia.
Il progetto, promosso con FOCSIV nell’ambito dei Caschi Bianchi, lavora sull’inserimento lavorativo, su due fronti. Il primo sono i corsi di informatica, dalle basi di Word, Excel e PowerPoint fino a strumenti più avanzati come la grafica con Canva. Anna e Gabriele aiuteranno a organizzarli, prepareranno i materiali didattici e terranno in funzione i computer del centro. Il secondo è la cooperativa delle ragazze madri del Saint Nicholas: un percorso già avviato, che ora ha bisogno di una spinta per ingranare, e Anna e Gabriele saranno lì anche per questo. Si parte dai punti di forza di ciascuna, poi si costruisce una strategia, si dà alla cooperativa una struttura solida, anche dal punto di vista legale, e si arriva a lavorare con continuità: allestimenti, catering e ristorazione per gli eventi.

Anna è curiosa soprattutto del confronto con una cultura diversa: «i modi di stare insieme, le abitudini quotidiane, il rapporto con il tempo e con la comunità». E di scoprire come cambierà lei, senza i riferimenti che ha sempre dato per scontati. La sua paura più grande è la lingua: teme di non riuscire a spiegarsi o a capire fino in fondo le persone, soprattutto all’inizio. Ma sa che «la comunicazione non è fatta solo di parole», e si è ripromessa di studiare, ascoltare, osservare e avere pazienza, anche quando sbaglierà.
Gabriele non parte con aspettative particolari: spera di rendersi utile e di mettere a frutto quello che sa. Anna, dal canto suo, dice: «Da questa esperienza mi aspetto di ricevere molto più di quanto potrò dare». Chi è partito con Eccomi negli anni sa che, di solito, va proprio così.
Anna e Gabriele, anche a voi, buon Servizio Civile!
