Un inchino a Muyinga

Report sul viaggio in Burundi – ottobre 2025

Un articolo di Edoardo Villani

Ho lasciato il Burundi a maggio 2025 dopo un mese intenso di incontri, progetti e spostamenti tra le colline. A ottobre sono tornato.

Il 13 ottobre parto da Lomé e, ad Addis Abeba, mi ricongiungo con il presidente di Eccomi, Ciro Cirillo. Insieme voliamo verso il Burundi.

Il 14 atterriamo a Bujumbura, dove ci accoglie don Angelo Ciza. Come sempre, la prima notte è ospiti di padre Giovanni, missionario saveriano italiano da oltre vent’anni nel Paese: una casa attraversata da lingue, storie e presenze diverse.

Il giorno seguente si parte per Muyinga. L’obiettivo è semplice: incontrare persone e verificare lo stato dei progetti seguiti da Eccomi.


Mutwenzi – una parrocchia che produce futuro

Il primo incontro è con don Gerard, alla guida della parrocchia agro-pastorale di Mutwenzi.

Qui la parrocchia non è solo luogo di culto, ma anche centro produttivo: coltivazione, trasformazione e vendita di prodotti agricoli. Un sistema di economia circolare in cui la comunità produce e reinveste nel proprio territorio.

Ananas, mais, soia e semi di girasole vengono trasformati in olio, farine e perfino spumante di ananas. Il valore resta nella comunità.

Tutto si regge su una struttura semplice ma fragile: senza elettricità stabile, i generatori diventano essenziali.


Un’idea di nutrizione

Don Gerard sta sviluppando anche un progetto più ambizioso: la produzione di una pasta proteica destinata ai bambini.

Mais, fagioli, soia e uova vengono combinati per creare un alimento completo dal punto di vista nutrizionale, pensato per contrastare la malnutrizione.

Il limite principale è tecnico: serve un macchinario più grande per passare dalla sperimentazione alla produzione reale. Il progetto è concreto, ma ancora in attesa di un salto di scala.


Ntega – tra risultati e nuove necessità

A Ntega verifichiamo i lavori già finanziati da Eccomi: i bagni femminili del collegio sono stati completati e sono pienamente funzionanti.

Un risultato importante, che migliora concretamente la vita delle studentesse.

Resta però un problema urgente: la cucina, ancora in condizioni precarie e non adeguata agli standard minimi di igiene. A questo si aggiunge la richiesta di una recinzione tra area maschile e femminile.

Il bilancio è chiaro: un passo avanti e nuove sfide da affrontare.


Muyinga – i ragazzi delle adozioni a distanza

Con suor Léocadie e le SMAC incontriamo i bambini e i ragazzi sostenuti dal programma di adozioni a distanza.

Sono storie diverse, ma unite da una stessa realtà: studio, difficoltà e resilienza.

Tra loro c’è Regis, 13 anni, timido e silenzioso. Durante i ringraziamenti si emoziona e si interrompe. La voce si spezza.

Ciro lo incoraggia, io mi avvicino e gli metto le mani sulle spalle. Non servono parole.


Ripartenza

Il viaggio è breve ma intenso. Il progetto della pasta proteica è in fase concreta di sviluppo, la cucina di Ntega sarà il prossimo intervento, e le adozioni continuano a rappresentare una rete stabile di sostegno.

La cooperazione, qui, non è mai un punto di arrivo: è un processo continuo.


Un gesto finale

Terminato l’incontro, i ragazzi si avviano verso casa. Da lontano vedo Regis fermarsi. Si gira, mi guarda e fa un inchino.

Poi se ne va.

Resto fermo.

E capisco che, a volte, il vero gesto non è quello che si compie verso qualcuno, ma quello che si riceve.

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