Associazione di Volontariato Onlus

Autore: giorgiosobrato (Pagina 1 di 3)

Assemblea dei Soci – A distanza

Il 26 Ottobre, dopo cena, ognuno al caldo nelle proprie case (perché diversamente non si poteva), si è tenuta l’Assemblea Ordinaria dei soci di Eccomi.

Un bel momento di aggregazione della nostra Associazione.

L’Assemblea, che aveva lo scopo di presentare i lavori 2019, il bilancio consuntivo del medesimo anno, quello preventivo dell’anno in corso e l’approvazione degli stessi, ha permesso anche vari momenti associativi di forte unità.

Primo su tutti, l’intervento di Francesco Compagnoni, il quale ha spiegato ai presenti alcuni punti focali dell’enciclica di Papa Francesco, l'”Enciclica sui migranti e l’accoglienza”.

Anche se di appena 20 minuti, il suo intervento ha saputo toccare il cuore di tutti i presenti. Con le sue parole è riuscito a sottolineare e spiegare il pensiero del Papa, dove l’amore deve essere il punto focale e il fulcro tra i popoli a creazione di un’amicizia sociale, oltre i confini, mentali e fisici, in favore degli ultimi.
Questo pensiero dovrebbe essere alla base delle nostre politiche, politiche capaci di essere a favore di tutti.

Si è poi concluso il tutto con un bel momento a distanza di forte unità, oltre i confini: un Padre Nostro recitato all’unisono.

Di seguito il link per rivivere l’Assemblea.

https://fb.watch/1xfNhNKclj/

Burundi – Un’importante visita all’Atelier

Abbiamo appreso dai nostri partner locali che questa mattina la moglie del nuovo Presidente del Burundi è andata a visitare il nostro Atelier delle donne con handicap.

Una visita del tutto inaspettata che ci ha riempito i cuori di gioia.

Questo è davvero un gran risultato, raggiunto grazie a dieci anni di lavoro e di tanto impegno messo in campo da queste ragazze che giorno dopo giorno riescono sempre più a realizzarsi, con tutte le difficoltà che le circondano.

Grazie ragazze …

Grazie Emilia …

Anche il Piemonte “Ha riso per una cosa seria”

Anche il Masci Piemonte ha collaborato per la campagna “Abbiamo Riso per una cosa Seria”.

Durante l’Assemblea Regionale c’è stata l’occasione per poter portare avanti questa importante iniziativa.

Si è deciso di “sfruttare” l’Assemblea per poter seguire a pieno tutte le direttive anti-Covid19, perché si è potuta così gestire la vendita del riso rispettando distanze ed evitando assembramenti.

I risultati sono stati più che positivi perché si è riuscito a vendere tutto il collo in dotazione.

Un gran bel risultato per questa importante campagna.

Situazione Covid19 – Burkina

Introduzione rubrica

Il Covid-19, virus che ha creato la pandemia globale che stiamo vivendo, non ha escluso nessuno, tantomeno le popolazioni africane che non hanno la possibilità di mezzi sanitari per contrastare questo nemico invisibile.

Con questa rubrica vogliamo farvi conoscere la situazione dei nostri progetti al tempo del Coronavirus (vedi Togo ed Etiopia). Fermo restando che, come di consueto, i dati ufficiali emanati dai vari Paesi sono sempre da prendere con le pinze perché difficilmente sono lo specchio della verità.

Il nostro intento è e sarà quello di portarvi, anche, le notizie pervenute dai nostri referenti locali, che stanno vivendo in prima persona questo dramma globale.

Perché quello che succede nei villaggi è completamente diverso da quello che avviene nelle grandi città …

Burkina

In Burkina, purtroppo, vi sono molti ammalati che non hanno la possibilità di essere curati.
Queste le parole dal nostro partner capo Scout: “Il Paese è in contenimento e Ouagadougou e Bobo Dioulasso sono le due città in quarantena. Ma la speranza e tanta. Gli scout si organizzano sul campo con attività di sensibilizzazione.”

Nei villaggi, fortunatamente, hanno cercato di contrastare la pandemia con semplici pratiche di igiene come il lavarsi le mani, portando semplici cisterne d’acqua che, con il sapone, permettono di contrastare un po’ il trasporto del virus.
Inoltre, sono stati consegnati anche semplici dispositivi di protezioni per gli operatori sanitari.

Confidiamo che anche queste semplici pratiche possano aiutare le popolazioni locali.

Situazione Covid19 – Etiopia

Introduzione rubrica

Il Covid-19, virus che ha creato la pandemia globale che stiamo vivendo, non ha escluso nessuno, tantomeno le popolazioni africane che non hanno la possibilità di mezzi sanitari per contrastare questo nemico invisibile.

Con questa rubrica vogliamo farvi conoscere la situazione dei nostri progetti al tempo del Coronavirus. Fermo restando che, come di consueto, i dati ufficiali emanati dai vari Paesi sono sempre da prendere con le pinze perché difficilmente sono lo specchio della verità.

Il nostro intento è e sarà quello di portarvi, anche, le notizie pervenute dai nostri referenti locali, che stanno vivendo in prima persona questo dramma globale.

Perché quello che succede nei villaggi è completamente diverso da quello che avviene nelle grandi città …

Etiopia

In Etiopia gli infettati sono ufficialmente poco più di un centinaio, con incrementi giornalieri di qualche unità, concentrati principalmente in Addis Ababa, ma con qualche caso esterno.
Il governo mantiene chiuse le scuole e limita tutte le occasioni di ritrovo come incontri e cerimonie religiose.
In tutto il paese il governo si sta preparando aumentando i posti a disposizione per visite e ricoveri.
Anche a Gassa sono state richieste in prestito strutture a privati da adibire ad ambulatorio o dormitorio per medici o persone in quarantena, anche se il contagio non è ancora arrivato.
Anche le strutture del nostro campo, in particolare le aule dell’asilo, sono state messe a disposizione per questo scopo. Abbiamo dato indicazioni al personale a riguardo dell’uso delle strutture del campo, in modo da creare zone e aree di passaggio divise per i possibili infetti ed il personale del campo.
Alcuni membri del gruppo scout di Gassa stanno aiutando la croce rossa locale a fare divulgazione presso la popolazione dei corretti comportamenti da tenere durante l’emergenza.

Situazione Covid19 – Togo

Introduzione rubrica

Il Covid-19, virus che ha creato la pandemia globale che stiamo vivendo, non ha escluso nessuno, tantomeno le popolazioni africane che non hanno la possibilità di mezzi sanitari per contrastare questo nemico invisibile.

Con questa rubrica, che parte da oggi e proseguirà nelle prossime settimane, vogliamo farvi conoscere la situazione dei nostri progetti al tempo del Coronavirus. Fermo restando che, come di consueto, i dati ufficiali emanati dai vari Paesi sono sempre da prendere con le pinze perché difficilmente sono lo specchio della verità.

Il nostro intento è e sarà quello di portarvi, anche, le notizie pervenute dai nostri referenti locali, che stanno vivendo in prima persona questo dramma globale.

Perché quello che succede nei villaggi è completamente diverso da quello che avviene nelle grandi città …

Togo

Il Togo è il Paese dove abbiamo in corso due tipologie di progetti, cioè quelli in campo sanitario e quelli in campo educativo/culturale.

Il nostro referente locale, quando ci ha fatto gli auguri di Pasqua, ci ha anche fatto il punto sulla situazione del suo Paese: “Nel corso delle settimane la situazione sanitaria si è aggravata anche in Togo: il Ministero, lo scorso 20 marzo, ha predisposto la chiusura delle scuole. Alla fine del mese di marzo erano già stati registrati più di 400 casi e il governo ha poi deciso di intervenire con misure più restrittive per far fronte alla pandemia. Come nel resto del mondo, anche in Togo è stato comunicato alle persone di lavarsi regolarmente le mani, di mantenere la distanza di sicurezza e di indossare una mascherina in caso di presenza di sintomi, ma sappiamo bene che nella maggior parte dei casi sono misure impossibili da rispettare in luoghi dove non si ha acqua a sufficienza, dove l’unica fonte è un pozzo comune. La povertà è un fattore di rischio e, oltre a implicare la mancanza di informazione nei villaggi più remoti, è sinonimo di malnutrizione, malaria e della più totale mancanza d’igiene. Dalle comunicazioni ministeriali apprendiamo che alle persone è stato vietato entrare e uscire dalle città e viene loro suggerito di evitare le messe, ma c’è molta trasgressione e, nelle principali città, i bar e le spiagge sono ancora affollati. Come ci confermano i nostri contatti locali, nei villaggi la situazione è più tranquilla, forse perché lì i controlli sono pressoché nulli.”

Queste sue parole ci fanno capire come la situazione dei villaggi sia pressoché non gestita, perché se non vi sono controlli chissà quanta gente potrebbe essersi ammalata o peggio.

Quello che ringraziamo è di aver, già nel 2018,  portato nei villaggi dove operiamo il progetto igiene per il lavaggio delle mani. Questo ci ha permesso di essere pronti a continuare le semplici pratiche di igiene richieste per contrastare un po’ la trasmissione del virus. Ci auguriamo quindi che già questa piccola realtà porti dei buoni risultati nei villaggi dove operiamo.

Casa di Benedetta – Abbiamo bisogno di voi

Carissimi amici,
la Casa di Benedetta per minori stranieri non accompagnati e per minori in difficoltà a Reggio Calabria  non è ancora pronta. Abbiamo già contribuito nel passato con l’acquisto di materiali vari per la cucina. Ora mancano le 19 porte e la messa a norma dell’impianto elettrico. I nostri amici di Reggio Calabria chiedono a Eccomi di contribuire all’acquisto e al montaggio delle 19 porte il cui preventivo ammonta a 3.472 € + 10% di IVA  (in allegato)
Desidero esprimere tutta la  mia gratitudine agli amici che da tempo, in ricordo di Riccardo, sostengono  i progetti a Reggio Calabria che Eccomi continua a seguire.
Con amicizia
Cristina Della Rocca
Sosteniamo questo progetto tramite:
  • conto corrente postale:  n° 78044310
  • bonifico bancario al seguente IBAN:
    IT11N0501803200000011186012 (presso Banca Popolare Etica – Agenzia di Roma Via Parigi, 17 – 00185 Roma)

 

scrivendo nella causale il nome del progetto ‘Stare ai margini’ e la vostra mail. Ai sensi dell’Art. 14 c 1-6 D.L. 35/2005 convertito in legge 14/5/2005 n.80,.le donazioni sono deducibili dal reddito complessivo nei limiti stabiliti dalla legge.

Burundi – Abbiamo ancora bisogno di voi

E’ quello che ci hanno chiesto con fermezza e dignità le donne dei villaggi rurali del Burundi durante l’ultima missione di Eccomi nel loro Paese.

Erano le donne che hanno usufruito del nostro Progetto “Sviluppo di Cooperative Agricole” a loro dedicato e ormai concluso.

Ma non lo hanno chiesto per se stesse. Loro si sono impegnate tre anni per seguire il progetto, ritagliandosi uno spazio per partecipare alle riunioni settimanali, anche impiegando due ore per spostarsi dalla capanna al villaggio.

Con il progetto hanno acquisito gli elementi per leggere, scrivere, fare i conti, hanno appreso nozioni su igiene e alimentazione, incontrato agronomi e imparato ad allevare capre, hanno avuto incontri sulla pace e su come affrontare i conflitti nella comunità, hanno sperimentato i vantaggi dello stare insieme e della collaborazione.

Adesso sono diventate figure di tutto rispetto e hanno un ruolo di riferimento all’interno dei loro villaggi, ruolo che prima non era nemmeno pensabile.

Ed è proprio per questo che ci hanno chiesto di continuare la nostra azione: per tutte le donne dei villaggi che non hanno diritti, non partecipano all’asse ereditario, ma accudiscono i molti figli, curano la casa, lavorano nei campi, procurano il cibo, e portano a casa acqua e legna.

Non potevamo restare insensibili a questa richiesta che per noi è un grande segnale: anche piccoli interventi, molto mirati sul territorio, possono portare a grandi cambiamenti. E, forse con un pizzico di incoscienza, abbiamo varato un nuovo “Progetto per lo sviluppo di Cooperative Agricole di donne dei villaggi rurali del Burundi”.

Il progetto è ambizioso, lungo e richiede risorse economiche importanti. Abbiamo fiducia che tutti voi amici carissimi, che nel corso degli anni ci avete sempre sostenuto, vorrete continuare ad aiutarci anche in questa iniziativa.

Per questo vi invito a partecipare ad uno spettacolo di beneficenza, concerto di mandolini ed altri strumenti a corda, che Eccomi ha già sperimentato con successo lo scorso anno.

La data del concerto è fissata per sabato 8 febbraio alle 17,00 presso il teatro Andrea D’Aloe Via Vittorio Montiglio 18, zona Pineta Sacchetti.

Come dicevo il progetto è ambizioso e richiede risorse economiche importanti e per questo chiederemo , per lo spettacolo, un contributo di 15,00 euro (esclusi i bambini).

Il progetto è bello, lo spettacolo è bello e sarà bello essere in tanti.

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