Associazione di Volontariato Onlus

Categoria: Notizie dai paesi in cui operiamo (Pagina 1 di 3)

Situazione Covid19 – Burkina

Introduzione rubrica

Il Covid-19, virus che ha creato la pandemia globale che stiamo vivendo, non ha escluso nessuno, tantomeno le popolazioni africane che non hanno la possibilità di mezzi sanitari per contrastare questo nemico invisibile.

Con questa rubrica vogliamo farvi conoscere la situazione dei nostri progetti al tempo del Coronavirus (vedi Togo ed Etiopia). Fermo restando che, come di consueto, i dati ufficiali emanati dai vari Paesi sono sempre da prendere con le pinze perché difficilmente sono lo specchio della verità.

Il nostro intento è e sarà quello di portarvi, anche, le notizie pervenute dai nostri referenti locali, che stanno vivendo in prima persona questo dramma globale.

Perché quello che succede nei villaggi è completamente diverso da quello che avviene nelle grandi città …

Burkina

In Burkina, purtroppo, vi sono molti ammalati che non hanno la possibilità di essere curati.
Queste le parole dal nostro partner capo Scout: “Il Paese è in contenimento e Ouagadougou e Bobo Dioulasso sono le due città in quarantena. Ma la speranza e tanta. Gli scout si organizzano sul campo con attività di sensibilizzazione.”

Nei villaggi, fortunatamente, hanno cercato di contrastare la pandemia con semplici pratiche di igiene come il lavarsi le mani, portando semplici cisterne d’acqua che, con il sapone, permettono di contrastare un po’ il trasporto del virus.
Inoltre, sono stati consegnati anche semplici dispositivi di protezioni per gli operatori sanitari.

Confidiamo che anche queste semplici pratiche possano aiutare le popolazioni locali.

Situazione Covid19 – Etiopia

Introduzione rubrica

Il Covid-19, virus che ha creato la pandemia globale che stiamo vivendo, non ha escluso nessuno, tantomeno le popolazioni africane che non hanno la possibilità di mezzi sanitari per contrastare questo nemico invisibile.

Con questa rubrica vogliamo farvi conoscere la situazione dei nostri progetti al tempo del Coronavirus. Fermo restando che, come di consueto, i dati ufficiali emanati dai vari Paesi sono sempre da prendere con le pinze perché difficilmente sono lo specchio della verità.

Il nostro intento è e sarà quello di portarvi, anche, le notizie pervenute dai nostri referenti locali, che stanno vivendo in prima persona questo dramma globale.

Perché quello che succede nei villaggi è completamente diverso da quello che avviene nelle grandi città …

Etiopia

In Etiopia gli infettati sono ufficialmente poco più di un centinaio, con incrementi giornalieri di qualche unità, concentrati principalmente in Addis Ababa, ma con qualche caso esterno.
Il governo mantiene chiuse le scuole e limita tutte le occasioni di ritrovo come incontri e cerimonie religiose.
In tutto il paese il governo si sta preparando aumentando i posti a disposizione per visite e ricoveri.
Anche a Gassa sono state richieste in prestito strutture a privati da adibire ad ambulatorio o dormitorio per medici o persone in quarantena, anche se il contagio non è ancora arrivato.
Anche le strutture del nostro campo, in particolare le aule dell’asilo, sono state messe a disposizione per questo scopo. Abbiamo dato indicazioni al personale a riguardo dell’uso delle strutture del campo, in modo da creare zone e aree di passaggio divise per i possibili infetti ed il personale del campo.
Alcuni membri del gruppo scout di Gassa stanno aiutando la croce rossa locale a fare divulgazione presso la popolazione dei corretti comportamenti da tenere durante l’emergenza.

Situazione Covid19 – Togo

Introduzione rubrica

Il Covid-19, virus che ha creato la pandemia globale che stiamo vivendo, non ha escluso nessuno, tantomeno le popolazioni africane che non hanno la possibilità di mezzi sanitari per contrastare questo nemico invisibile.

Con questa rubrica, che parte da oggi e proseguirà nelle prossime settimane, vogliamo farvi conoscere la situazione dei nostri progetti al tempo del Coronavirus. Fermo restando che, come di consueto, i dati ufficiali emanati dai vari Paesi sono sempre da prendere con le pinze perché difficilmente sono lo specchio della verità.

Il nostro intento è e sarà quello di portarvi, anche, le notizie pervenute dai nostri referenti locali, che stanno vivendo in prima persona questo dramma globale.

Perché quello che succede nei villaggi è completamente diverso da quello che avviene nelle grandi città …

Togo

Il Togo è il Paese dove abbiamo in corso due tipologie di progetti, cioè quelli in campo sanitario e quelli in campo educativo/culturale.

Il nostro referente locale, quando ci ha fatto gli auguri di Pasqua, ci ha anche fatto il punto sulla situazione del suo Paese: “Nel corso delle settimane la situazione sanitaria si è aggravata anche in Togo: il Ministero, lo scorso 20 marzo, ha predisposto la chiusura delle scuole. Alla fine del mese di marzo erano già stati registrati più di 400 casi e il governo ha poi deciso di intervenire con misure più restrittive per far fronte alla pandemia. Come nel resto del mondo, anche in Togo è stato comunicato alle persone di lavarsi regolarmente le mani, di mantenere la distanza di sicurezza e di indossare una mascherina in caso di presenza di sintomi, ma sappiamo bene che nella maggior parte dei casi sono misure impossibili da rispettare in luoghi dove non si ha acqua a sufficienza, dove l’unica fonte è un pozzo comune. La povertà è un fattore di rischio e, oltre a implicare la mancanza di informazione nei villaggi più remoti, è sinonimo di malnutrizione, malaria e della più totale mancanza d’igiene. Dalle comunicazioni ministeriali apprendiamo che alle persone è stato vietato entrare e uscire dalle città e viene loro suggerito di evitare le messe, ma c’è molta trasgressione e, nelle principali città, i bar e le spiagge sono ancora affollati. Come ci confermano i nostri contatti locali, nei villaggi la situazione è più tranquilla, forse perché lì i controlli sono pressoché nulli.”

Queste sue parole ci fanno capire come la situazione dei villaggi sia pressoché non gestita, perché se non vi sono controlli chissà quanta gente potrebbe essersi ammalata o peggio.

Quello che ringraziamo è di aver, già nel 2018,  portato nei villaggi dove operiamo il progetto igiene per il lavaggio delle mani. Questo ci ha permesso di essere pronti a continuare le semplici pratiche di igiene richieste per contrastare un po’ la trasmissione del virus. Ci auguriamo quindi che già questa piccola realtà porti dei buoni risultati nei villaggi dove operiamo.

Burundi – Abbiamo ancora bisogno di voi

E’ quello che ci hanno chiesto con fermezza e dignità le donne dei villaggi rurali del Burundi durante l’ultima missione di Eccomi nel loro Paese.

Erano le donne che hanno usufruito del nostro Progetto “Sviluppo di Cooperative Agricole” a loro dedicato e ormai concluso.

Ma non lo hanno chiesto per se stesse. Loro si sono impegnate tre anni per seguire il progetto, ritagliandosi uno spazio per partecipare alle riunioni settimanali, anche impiegando due ore per spostarsi dalla capanna al villaggio.

Con il progetto hanno acquisito gli elementi per leggere, scrivere, fare i conti, hanno appreso nozioni su igiene e alimentazione, incontrato agronomi e imparato ad allevare capre, hanno avuto incontri sulla pace e su come affrontare i conflitti nella comunità, hanno sperimentato i vantaggi dello stare insieme e della collaborazione.

Adesso sono diventate figure di tutto rispetto e hanno un ruolo di riferimento all’interno dei loro villaggi, ruolo che prima non era nemmeno pensabile.

Ed è proprio per questo che ci hanno chiesto di continuare la nostra azione: per tutte le donne dei villaggi che non hanno diritti, non partecipano all’asse ereditario, ma accudiscono i molti figli, curano la casa, lavorano nei campi, procurano il cibo, e portano a casa acqua e legna.

Non potevamo restare insensibili a questa richiesta che per noi è un grande segnale: anche piccoli interventi, molto mirati sul territorio, possono portare a grandi cambiamenti. E, forse con un pizzico di incoscienza, abbiamo varato un nuovo “Progetto per lo sviluppo di Cooperative Agricole di donne dei villaggi rurali del Burundi”.

Il progetto è ambizioso, lungo e richiede risorse economiche importanti. Abbiamo fiducia che tutti voi amici carissimi, che nel corso degli anni ci avete sempre sostenuto, vorrete continuare ad aiutarci anche in questa iniziativa.

Per questo vi invito a partecipare ad uno spettacolo di beneficenza, concerto di mandolini ed altri strumenti a corda, che Eccomi ha già sperimentato con successo lo scorso anno.

La data del concerto è fissata per sabato 8 febbraio alle 17,00 presso il teatro Andrea D’Aloe Via Vittorio Montiglio 18, zona Pineta Sacchetti.

Come dicevo il progetto è ambizioso e richiede risorse economiche importanti e per questo chiederemo , per lo spettacolo, un contributo di 15,00 euro (esclusi i bambini).

Il progetto è bello, lo spettacolo è bello e sarà bello essere in tanti.

Burundi – Buone nuove dall’Atelier

Le notizie che ci arrivano dall’Atelier sono molto positive.

Le ragazze stanno lavorando tantissimo e sopratutto lo fanno con grande entusiasmo e ottimismo.
In effetti hanno ottenuto diversi ordinativi (segno che c’è una ripresa in atto) ed uno è particolarmente significativo, perché una fabbrica locale ha chiesto la realizzazione di sacchi per il caffè con un disegno a loro scelta che rappresentasse, appunto, il caffè ed il lavoro delle donne. Bisogna riconoscere che con perizia e fantasia hanno realizzato dei sacchi molto carini e azzeccati ed il committente ne è rimasto molto soddisfatto.

Nei mesi scorsi sono arrivati a Roma, con diverse persone, molti manufatti che potrete trovare nel nostro consueto mercatino di Natale.

Uganda – Progetto dell’ISGF “Un ricovero per i rifugiati del Sud Sudan in Uganda”

Dove siamo con il progetto?

Bruxelles 20 giugno 2018

Cari membri, cari amici

Nell’ottobre scorso, l’ISGF ha sollecitato il vostro aiuto  per poter fornire ai rifugiati sud sudanesi,forzati a fuggire dalle loro case a causa della guerra e della carestia, dei ricoveri temporanei, specificamente delle tende.

Da allora, voi avete dato prova di grande generosità permettendo all’ISGF di raccogliere la somma di14.100  euro ad oggi, mentre il gruppo dell’ISGF, composto dai membri del Comitato Mondiale e dal NSGF ugandese, ha lavorato intensamente per realizzare l’obiettivo.

Dalle visite a diversi ministeri a visite al campo di Imvepi, L’ISGF è stata informata che le necessità nel campo hanno subito una evoluzione. Le autorità locali, riconoscendo l’aiuto prezioso dell’ISGF, ci hanno proposto di fornire dei ricoveri più duraturi:

DELLE CAPANNE TRADIZIONALI

Perché?

Le tende possono servire come ricoveri provvisori ed hanno una durata limitata, al massimo di sei mesi, a causa del clima e delle caratteristiche del materiale impiegato. Le tende possono essere utilizzate solo per i nuovi rifugiati in arrivo e posizionate nella zona di ingresso principale, prima che i rifugiati abbiano ricevuto un luogo definitivo nel campo.

In ragione della situazione prevalente in Sud Sudan e del numero crescente dei rifugiati in arrivo ad Imvepi, il campo deve gestire dei soggiorni più lunghi( da molti mesi a molti anni) ,sempre cercando di offrire delle condizioni di vita corrette e decenti ai rifugiati.

Di conseguenza, tenendo conto degli elementi su menzionati, noi vorremmo informarvi in quali termini

Il progetto ISGF sarà modificato e riorientato:

  • L’ISGF sosterrà la costruzione delle capanne tradizionali fatte con mattoni e piastre metalliche, di una dimensione di 3 metri x 3 metri, che possono accogliere 4 persone adulte ed in accordo ai criteri richiesti dal campo per la costruzione.
  • Il team di progetto  ISGF ha già identificato i costruttori adatti sul campo, contribuendo a sostenere l’economia locale.
  • Questo tipo di ricovero è più oneroso, 514 euro in luogo di 25 euro per una tenda. Però questo ricovero ha una durata di vita più lunga, si considera  dell’ordine di anni, e di conseguenza l’aiuto di ISGF sarà ben più utile e confortevole per i rifugiati.
  • Considerando il budget previsto dall’ISGF ( 25000 euro), l’ISGF  prevede di poter fornire 50 capanne permettendo di alloggiare 200 persone.
  • Ogni capanna tradizionale finanziata dall’ISGF sarà identificata dal logo ISGF, che sarà pure visibile nel pannello all’entrata del campo, fornendo cosi una migliore e maggiore visibilità all’ISGF.

Noi crediamo che voi possiate condividere le modifiche che l’ISGF è in corso di realizzare al progetto, come valida dimostrazione della reattività e capacità dell’ISGF di adattarsi nell’intento di meglio servire chi si trova nel bisogno.

Grazie alle donazioni che abbiamo già ricevuto, noi siamo in grado di far partire immediatamente la costruzione delle prime 20 capanne. Si tratta della prima tappa di realizzazione del progetto e noi avremo ancora bisogno del vostro sostegno per poter raggiungere l’obiettivo finale: 50 capanne per rendere la vita di 200 rifugiati più facile e sopportabile.

Vi terremo informati del progresso del progetto attraverso foto e comunicazioni a disposizione presso il sito internet dell’ISGF è www.isgf.org.

Con i nostri più sentiti ringraziamenti per la vostra cooperazione e comprensione.

Amicizia fraterna con tutti voi.

Mathius Lukwago
Presidente
Comitato mondiale ISGF

 

’Stare ai margini’: Casa di Benedetta

Dal febbraio 2017 i nostri amici del Masci di Reggio Calabria unitamente ad altre associazioni e movimenti coordinati dalla Caritas Diocesana hanno stipulato  con la Prefettura di Reggio Calabria una convenzione per l’accoglienza di Minori Stranieri Non Accompagnati.

I Padri Monfortani hanno messo a disposizione un edificio in fase di ristrutturazione  per l’accoglienza di 15 minori stranieri ai quali garantire:

  • Inserimento scolastico,
  • integrazione in gruppi scout,
  • analisi cliniche,
  • iter burocratici per i documenti
  • giardinaggio, orto e varie attività manuali, grazie alla presenza di spazi esterni oggetto del comodato d’uso gratuito.

 

Eccomi vuole continuare a sostenere il progetto ‘Stare ai margini’ in ricordo di Riccardo Della Rocca raccogliendo fondi per:

  • lavatrice 8-10 kg
  • biancheria per i letti
  • utensili e batteria da cucine
  • piatti e bicchieri

 

Chi desidera può inviare il proprio contributo a Eccomi – Associazione di volontariato Onlus tramite:

  • conto corrente postale:  n° 78044310
  • assegno non trasferibile, intestato a “Eccomi Onlus
  • bonifico bancario al seguente IBAN: IT77Q0501803200000000118601 (presso Banca Popolare Etica – Agenzia di Roma Via Parigi, 17 – 00185 Roma)

causale del versamento: progetto ‘Stare ai margini’ in ricordo di Riccardo Della Rocca , COGNOME, E-MAIL

sostegno ai terremotati del centro Italia

Sono finalmente iniziati i lavori per la sistemazione e la messa in sicurezza del palazzetto dello sport di Cascia

Grazie alla generosità di tanti amici che vi hanno aderito, la raccolta fondi per il sostegno delle popolazioni del Centro Italia colpite dai terremoti hanno superato ogni aspettativa.
I progetti programmati dalle varie regioni possono così essere portati a termine con l’aggiunta di nuove iniziative.
Tra queste il Masci Marche ha organizzato per i giorni 13-14-15 ottobre una “Route della Solidarietà” allo scopo di contribuire alla rinascita della zone colpite dal sisma e mantenere vivo l’interesse sulla grave situazione. Alla fine dei tre giorni è stato possibile dare all’Associazione “Io non Crollo di Camerino”, partner dell’iniziativa, un assegno di 500 euro come contributo per la ricostruzione.

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Zambia Nuovo progetto

Sollecitati dal Governo e la diocesi di Mansa, la ONG “Saint Nicholas Community Care Centre”, sta preparando un progetto da seguire come controparte locale, d’intervento socio culturale che riguarda una popolazione di 30.000 persone, negletta e dimenticata, nelle paludi del lago Bangweulu nel nord del paese, al confine con quella parte del Congo, il Katanga, dove in questi ultimi anni sono “scomparse” trecentomila persone nella guerra tra bande rivali per lo sfruttamento delle miniere di coltan. Molti di questi sono arrivati a condividere la miseria degli abitanti delle suddette paludi.

L’impresa è ardua e necessita di un contributo di più Istituzioni, sponsor e ONG. Il capofila potrebbe essere il “Centro Pace di Assisi” con il quale si è già lavorato per l’accoglienza in Umbria dei profughi degli ultimi due anni. Presto la Ministra zambiana dello Sviluppo, Emerine Kabanshi, verrà in Italia per incontrare una serie di ONG ed Istituzioni, secondo un’agenda preparatale dal nostro ambasciatore a Lusaka. Parlerà loro di questo progetto, sperando poi che qualcuno voglia aderire offrendo la propria expertise e la propria capacità di trovare fondi.
Di seguito alcune foto dell’area delle paludi dove si sono svolti due sopralluoghi negli ultimi mesi.

Zambia 2 paludi (1)Zambia 2 paludi (2)Zambia 2 paludi (3)Zambia 2 paludi (4)

 

Buone nuove dal Burundi

Di passaggio a Roma per lo svolgimento della sua attività pastorale in Europa, abbiamo incontrato il presidente della Conferenza Episcopale del Burundi e vescovo di Muyinga Mons. Joachim Ntahondereye.
Sempre cordiale e disponibile, ci ha aggiornato sui progetti che Eccomi continua a svolgere nella sua diocesi.
Sembra che nella zona, tra le più povere del Burundi colpita periodicamente da carestie causate dalle condizioni climatiche, sia ritornata un po’di calma dopo una forte instabilità causata dalla repressione da parte del governo alle opposizioni.
Le cooperative rurali femminili nate nel 2010 con il sostegno di ECCOMI, continuano la loro crescita in modo attivo e produttivo nonostante la mancanza di una presenza dall’Italia a fungere da ponte.
vedi link Burundi: Progetto cooperative donne batwa

I lavori d’intervento nella scuola presso la parrocchia di Ntega sono ripresi dopo l’invio della seconda tranche dei contributi dei sostenitori del progetto. Il nuovo edificio è quasi completato (manca solo il tetto). Prima di fine anno invieremo una terza tranche di contributi dopo una verifica sull’avanzamento dei lavori.
Vedi link scuola Ntega

La scuola da poco iniziata, dopo il calo dovuto alle fughe dal paese di molte famiglie, ha visto quest’anno scolastico un maggior numero di iscrizioni. Ci auguriamo tutti che questo sia un segnale positivo per un cambio culturale del Paese.
Abbiamo assicurato il nostro impegno nella ricerca di padrini per sostenere i bambini e ragazzi più bisognosi che altrimenti non potrebbero frequentare la scuola perché siamo convinti che:
“L’istruzione è l’arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo.” (Nelson Mandela)
vedi link scolarizzazione

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