Associazione di Volontariato Onlus

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ATTENZIONE: COMUNICAZIONE IMPORTANTE

La Banca Popolare Etica ci comunica che sono cambiate le nostre coordinate bancarie.
Il nuovo codice IBAN è il seguente: IT11N0501803200000011186012

Italia – Progetto SMAIL

Il progetto SMAIL, sostenuto da Eccomi Onlus, nasce per la realizzazione di un poliambulatorio di medicina solidale specialistica: una struttura capace di offrire servizi e prestazioni sanitarie a bassa soglia di accesso, gratuite e con tempi di attesa contenuti. Gli specialisti opereranno in modo del tutto gratuito.

Dal progetto trarranno vantaggio sia persone indigenti che non, un’apertura totale ad un territorio difficile come è quello della provincia di Reggio Calabria in un hinterland che è quello della cittadina di Villa San Giovanni e paesini limitrofi con una popolazione di circa 30.000 (trentamila) persone. Nel progetto saranno previste visite con prenotazione facilitata per indigenti, persone immigrate, clochard e saremo attenti alle carenze del SSN al quale, comunque, non possiamo e non vogliamo sostituirci.

Tale progetto sta partecipando ad un bando di concorso che potrebbe permettergli di raccogliere un’ingente somma di denaro capace di tener viva questa fantastica iniziativa. Sarà proprio il tuo voto a fare avvicinare il progetto SMAIL vicino alla vittoria.

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Descrizione del progetto

L’impegno e la mission dell’associazione SMAIL prendono ispirazione proprio dalla Costituzione e da quell’Art. 32 che impegna la Repubblica nella “…tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Infatti le sue finalità statutarie sono:

  • promuovere il benessere e la salute di tutti i cittadini;
  • tutelare il diritto alla salute di tutte le persone, con particolare attenzione e riguardo verso coloro che, per qualsiasi motivo, versano in condizione di particolare svantaggio;
  • dare una risposta al bisogno di salute inespresso e/o sommerso e che esiste soprattutto nelle aree di disagio;
  • favorire l’accesso alle prestazioni di diagnosi e cura in special modo di quelle categorie di cittadini che per qualsiasi causa, abbiano difficoltà nell’accesso alle prestazioni garantite dal SSN.
  • La rete di volontariato si prefigge un’assistenza integrata con i servizi sociali favorendo le visite specialistiche si persone anziane e portatori di handicap che saranno accompagnate direttamente in ambulatorio.

L’azione dell’associazione si sta concentrando sulla realizzazione di un poliambulatorio di medicina solidale specialistica: una struttura capace di offrire servizi e prestazioni sanitarie a bassa soglia di accesso, gratuite e con tempi di attesa contenuti.
Almeno inizialmente prevediamo un’apertura su 48 settimane e per tre giorni la settimana in orari sia pomeridiani che antimeridiani.
Già da subito si prevede l’offerta di prestazioni di natura specialistica e metodiche non invasive.
In particolare saranno attive le seguenti specialità:
cardiologia, diabetologia, ginecologia ed ostetricia, medicina interna, nefrologia, neonatologia, neuropsichiatria infantile, ortopedia, pediatria.
Per tutte le specialità abbiamo già avuto formale disponibilità da parte di specialisti che opereranno gratuitamente.

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Concerto per il Burundi

Il 30 marzo alle ore 17,30 presso l’Aula Magna della Chiesa Valdese in via Pietro Cossa, 40 (zona piazza Cavour) si svolgerà uno spettacolo di beneficenza a favore della nostra Associazione.

Si tratta di un concerto dell’Associazione Mandolinistica Romana: ben 15 musicisti saranno in scena per eseguire musiche di Piovani, Bacalof, Piazzolla, ecc.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI

Etiopia – Ecco come è andato l’ultimo viaggio

Diario di viaggio del campo di gennaio 2019 a Gassa Chare in Etiopia

Arrivati al villaggio il 14 gennaio ci siamo messi subito ad ispezionare il campo con il responsabile del nostro centro scout Mathewos. Il nostro compito primario era quello di fare insieme a qualche amico etiope manutenzione, controllo generale e ripristino degli impianti e dei giochi.
Nel frattempo abbiamo organizzato il lavoro in sartoria per le divise dell’anno nuovo dei nostri bambini del Fidel che per settembre 2019 ( in Etiopia parte in settembre il nuovo anno) se ne contano 105 iscritti. Il lavoro è affidato a Messelech, una ragazza che dall’età di 12
anni ha voluto imparare questo lavoro.
Attualmente  è iscritta ad un corso professionale della durata di 3 anni in un villaggio vicino Gassa, impegnandosi a rientrare al campo nel weekend, per portare avanti il discorso delle nuove uniformi. Infine, proprio a lei è stato affidato il compito di insegnare alle più piccole ( al momento 3 ragazzine) le prime fasi del cucito.
Parlando invece dell’inceneritore, posto in una zona lontana dalla presenza dei bambini e dagli adulti, per ora ha limitato di gran lunga le molteplici buche per sotterrare i vari rifiuti. La strada è ancora lunga ma un passo importante è stato fatto e i ragazzi del centro si impegnano in questa attività
L’orto, purtroppo, si ritrova ad ospitare nuovi ospiti: le scimmie! Rendono difficoltoso la semina e il raccolto. Per questo motivo abbiamo cercato di coltivare piccoli orticelli vicino la cucina, sperando di avere un maggiore controllo della zona coltivata.
Stiamo valutando di costruire una serra chiusa e coperta.

Progetto scuola

È stata fatta una visita in ogni aula, innanzitutto per conoscere i nuovi e salutare i bambini facendoci conoscere dai più piccoli e ricordando ai grandi lo scopo del progetto Harambee-Eccomi Onlus.
Abbiamo notato, che a differenza dell’anno scorso, i bambini sono più ordinati.
Il pranzo è ben distribuito e viene seguito il menù settimanale deciso dai genitori.
Martedì 22 gennaio, insieme ai ragazzi e le ragazze del campo, si è organizzata una corsa con i bambini dell’asilo. Ad attenderli un ottimo ristoro di biscotti e cioccolata. Poi è stata la volta dei grandi. 5 giri intorno al campo, chi di corsa e chi camminando, tutti insieme.
Un bel segno di affetto.
L’ultima sera è stata organizzata una cena al campo con cibo etiope e italiano che hanno riempito la tavola e le pance. Infine abbiamo ballato tutti intorno al fuoco per un arrivederci all’anno prossimo.

Un diario dal Burundi – Parte 3

Ho incontrato dei giovani medici e ostetriche italiani che mi hanno colpito nel cuore per la loro missione di vita e anche questo assieme agli altri incontri di missionari italiani, ha trasformato qualcosa nel mio sistema di credenze per sempre.
Andare in giro con questi neo laureati che parlavano qualche parola di Kirundi e comunicavano con semplicità con i locali mi ha stupito e ho visto il mio limite culturale e le paure razziste che coltiviamo nei paesi occidentali, facilmente superabili.
E’ stata nel complesso un’esperienza molto unificante con la parte vera di me stessa, che mi ha riconnesso ad una terra da cui tutti noi proveniamo e da una situazione che vorrei in qualche modo esplorare di più.

Non posso dilungarmi troppo ma voglio solo parlare velocemente dell’esperienza nelle garderies ovvero asili per i meno fortunati che vengono gestiti dagli Scout del Burundi. Mi ha stupito quanto in una società così disgregata e senza democrazia, loro fossero comunque in grado di aver delle confraternite scout e come queste si stiano impegnando sul territorio, seppure con evidenti difficoltà, a fare qualcosa per condividere il benessere che loro fortunatamente hanno trovato. Ebbene si, gli Scout in Burundi sono un ceto privilegiato, ma ciò nonostante lavorano e fanno servizio di volontariato, ciò per me è simbolo di un popolo che sono dei bravi esseri umani. L’associazione Eccomi si è occupata per anni ormai di queste scuole, offrendo cibo, vestiti, libri e penne e cure mediche, insomma materiali didattici primari, per concedere a questi meravigliosi bambini un’opportunità, di sollevarsi dalla miseria. Mi sono impressionata e un po’ emozionata nel vedere la gioia mista alla loro confusione quando ci hanno accolti in classe durante una mattina qualunque, ma soprattutto come dopo un’ora che eravamo con loro e ci stavano riempiendo di attenzioni, cantando e posando per le nostre foto, o aspettando seduti sulla sedia la loro caramella da noi regalata; quando è arrivato il pasto del mezzogiorno la loro attenzione si è subito spostata e come biasimarli, erano affamati!
Ecco che mi chiedo come possiamo vivere ogni giorno sprecando il nostro cibo sapendo che così tanti oggi non avranno un pasto caldo? Io dico ECCOMI, rispondo al richiamo, ho capito che la mia vita non può essere vissuta senza averne cura, perché il bello di vivere in un paese progredito sta nel di conoscere le cose del mondo viaggiando e di essere un agente del cambiamento consapevole, partendo innanzitutto dai gesti quotidiani di risparmio energetico nel nostro paese.
Bisogna finirla con questa storia del lamento costante che sento spesso in Italia, noi abbiamo tutto, bisogna essere grati alla natura, e alla sua abbondanza punto e basta!

In conclusione ho acquisito tanto anche nel lasciare andare, a momenti di tristezza ho preferito abbracciare la gioia , di questi missionari di questo popolo e delle loro facce sorridenti.

A cura di Giada Carlucci

Fare strada in Europa e nel Mondo

La legge scout una regola di vita

Seminario internazionale 3 maggio 2018
Un prestigioso meeting in un prestigioso edificio dell’ambiente Romano.

Dalle nove del mattino alle sei di sera, al CNEL, si è tenuto un importante incontro organizzato dal M.A.S.C.I., dall’ISGF e dal Focsiv, manifestando la volontà comune di coinvolgere le risorse dello scautismo e della cooperazione internazionale in uno specifico appello per agire insieme per un futuro di libertà autentica e amicizia tra i popoli.

La giornata si è composta da tre parti, ognuna delle quali aveva il preciso scopo di capire il contesto migratorio dei nostri giorni.
I temi affrontati sono stati:

  • Affrontare con coraggio e consapevolezza i mutamenti socio-economici del nostro tempo;
  • Le scelte politico-sociali per un’accoglienza dei fratelli migranti;
  • La sinergia tra le istituzioni e le organizzazioni di volontariato in tema di immigrazioni.

Tantissimi i relatori che si sono susseguiti nell’arco della giornata – ben 25 – dando prova di quanto il fenomeno sia nel cuore di molte persone, il quale richiede di trovare una soluzione al più presto.
Ed è proprio questo che si è cercato di fare.

“Bisogna fare rete, lavorare insieme, non accontentarsi mai. Siamo dotati di poter dare voce a chi non ha voce. Bisogna essere prima di fare. Bisogna essere comunità”. Con queste parole di Suor Veronica Donatello inizia la giornata. Un messaggio forte, capace di trasportare l’intero seminario verso proposte comuni.

“Serve assolutamente una legge di cittadinanza per non avere più il diverso.” Questo è lo scopo da raggiungere secondo Enrico Giovannini, ex Ministro del lavoro. In aggiunta, Paolo Marozzo della Rocca ci spiega “L’illegalità dell’immigrazione esiste perché le politiche europee, nei confronti delle immigrazioni, non esistono e non vengono create. Creare una immigrazione regolare, costerebbe molto meno, rispetto all’immigrazione illegale, per i Paesi ospitanti”. Questo è il messaggio principale per dar vita a ponti umanitari che siano capaci di creare l’uguaglianza tra i popoli, sottolineato fortemente da Anna Maria Volpe durante il suo intervento “l’uguaglianza è ricchezza”.

Nel pomeriggio, poi, cercando di capire come le istituzioni e le organizzazioni di volontariato possano collaborare, è intervenuta Patrizia Toia “ll tema migratorio si lega alle sfide del lavoro, dello sviluppo e della pace. E’ alla base della sfida che ha come obiettivo un’europa unità”, aggiungendo quanto sia divenuto importante il loro inserimento legale nella società europea, ma soprattutto italiana “Questi versano regolarmente i contributi, sollevando un po’ il deficit delle Casse dell’INPS. Mandando i loro figli a scuola, hanno contribuito a mantenere il posto a tanti insegnanti, evitando la chiusura di molte scuole, hanno iniziato a fare economia aprendo dei conti in Banca”. Ha poi concluso Enzo Rossi puntualizzando “E’ importante arrivare alla conclusione che l’integrazione è bilaterale tra l’immigrato e noi”.

Giorgio Marrapodi “Bisogna intervenire sulle cause che creano il fenomeno dell’immigrazione”, sottolineando l’importanza che un obiettivo deve essere creare una politica in grado di aiutare questi popoli nel loro Paese d’origine, affrontando con coraggio la corruzione imposta dai politici corrotti locali.

Di spessore, prima della conclusione, l’intervento di Andrea Stocchiero, che ha fatto capire quanto il fenomeno migratorio non è solo un problema europeo, ma anzi, sta colpendo molto di più i Paesi di transito dei rifugiati “In Italia si ha 1 rifugiato ogni 250 abitanti, in Libano – Paese di transito – 1 ogni 4 abitanti, in Giordania – Paese di transito – 1 ogni 12 abitanti”. Inoltre ha aggiunto “I muri creati oggi hanno trasformato il legale in illegale, facendoci capire quanto il lavoro svolto dall’UE fosse più efficace in passato”.

Il seminario si è poi concluso con la toccante lettura scenica “Quel mattino a Lampedusa” e con le parole del primo presidente africano dell’ISGF Mathius Lukwago “Dobbiamo creare ponti tra i popoli”.

Una giornata che è riuscita a definire una nuova Politica Europea che verrà presentata a Bruxelles nei prossimi mesi, in cui viene richiesto:

  • L’istituzione di corridoi umanitari con i fondi Europei;
  • L’applicazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza;
  • La concessione dei visti umanitari nel rispetto delle norme apposite;
  • Il riconoscimento dello status di rifugiato politico da parte dell’UE;
  • La modifica dell’accordo di Dublino.

Tutto questo per un’Europa più democratica e libera in cui vengano affermati e praticati i principi essenziali sulla dignità della persona umana.

 

Raccolta Fondi Per Progetto “Aiuto Profughi in Uganda”

L’ISGF, in collaborazione con UNHCR (Alto Commissariato ONU per i Rifugiati) ha deciso di assistere i rifugiati Sud Sudanesi profughi nel Nord Uganda, che continuano a scappare dal loro Paese, sconvolto da una guerra brutale, in cerca di protezione, cibo e acqua.
L’85% di questi sono donne (sotto i 18 anni) e bambini e le persone arrivate continuano a riferire di terribili violenze. L’obiettivo del progetto ISGF è di raccogliere fondi presso il segretariato di Bruxelles, per fornire 1.000 tende al campo di Imvepi, che già accoglie più di 500.000 rifugiati in condizioni estremamente precarie, fornendo loro dei Kit di Emergenza di tende familiari per la protezione dalle piogge, consistenti in quella regione. Il costo unitario del kit è di 25 euro.

Mentre i primi fondi stanno già arrivando al conto ISGF da varie comunità nel mondo, il MASCI ed ECCOMI hanno deciso congiuntamente di sostenere questo progetto di aiuto, invitando i propri membri a raccogliere, con le modalità che le comunità italiane riterranno più opportune, fondi da destinare a questo scopo.
I fondi raccolti dovranno essere inviati a ECCOMI ONLUS
IBAN IT11N0501803200000011186012
Causale : Progetto di aiuto profughi in Uganda

sostegno ai terremotati del centro Italia

Sono finalmente iniziati i lavori per la sistemazione e la messa in sicurezza del palazzetto dello sport di Cascia

Grazie alla generosità di tanti amici che vi hanno aderito, la raccolta fondi per il sostegno delle popolazioni del Centro Italia colpite dai terremoti hanno superato ogni aspettativa.
I progetti programmati dalle varie regioni possono così essere portati a termine con l’aggiunta di nuove iniziative.
Tra queste il Masci Marche ha organizzato per i giorni 13-14-15 ottobre una “Route della Solidarietà” allo scopo di contribuire alla rinascita della zone colpite dal sisma e mantenere vivo l’interesse sulla grave situazione. Alla fine dei tre giorni è stato possibile dare all’Associazione “Io non Crollo di Camerino”, partner dell’iniziativa, un assegno di 500 euro come contributo per la ricostruzione.

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Zambia Nuovo progetto

Sollecitati dal Governo e la diocesi di Mansa, la ONG “Saint Nicholas Community Care Centre”, sta preparando un progetto da seguire come controparte locale, d’intervento socio culturale che riguarda una popolazione di 30.000 persone, negletta e dimenticata, nelle paludi del lago Bangweulu nel nord del paese, al confine con quella parte del Congo, il Katanga, dove in questi ultimi anni sono “scomparse” trecentomila persone nella guerra tra bande rivali per lo sfruttamento delle miniere di coltan. Molti di questi sono arrivati a condividere la miseria degli abitanti delle suddette paludi.

L’impresa è ardua e necessita di un contributo di più Istituzioni, sponsor e ONG. Il capofila potrebbe essere il “Centro Pace di Assisi” con il quale si è già lavorato per l’accoglienza in Umbria dei profughi degli ultimi due anni. Presto la Ministra zambiana dello Sviluppo, Emerine Kabanshi, verrà in Italia per incontrare una serie di ONG ed Istituzioni, secondo un’agenda preparatale dal nostro ambasciatore a Lusaka. Parlerà loro di questo progetto, sperando poi che qualcuno voglia aderire offrendo la propria expertise e la propria capacità di trovare fondi.
Di seguito alcune foto dell’area delle paludi dove si sono svolti due sopralluoghi negli ultimi mesi.

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Attività scolastica del “Saint Nicholas Community Care Centre”

A dicembre, fine dell’anno scolastico in Zambia, l’attività scolastica della scuola primaria promossa dalla ONG “Saint Nicholas Community Care Centre” chiuderà: a Lusaka nel quartiere dell’Istituto, il Governo ha aperto una grande scuola pubblica ove potranno confluire gli orfani e i bambini svantaggiati che frequentavano la nostra scuola primaria.
Questa cosa ci permetterà di superare le difficoltà di questi ultimi anni, in particolare per fronteggiare la spesa degli insegnanti.
Continueremo però ad assistere i nostri orfani perché seguiremo gli ultimi esami per coloro che dovranno passare alle superiori, censiremo gli orfani e i non abbienti e li iscriveremo alla scuola pubblica pagando la retta e l’uniforme e permetteremo loro di continuare a fare il doposcuola con i nostri volontari locali.
Di seguito alcune foto della graditissima partecipazione di una giovane volontaria francese, Chiara Bouyere, che ha riscosso grande successo tra i bambini e gli abitanti del quartiere.

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