Associazione di Volontariato Onlus

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Buone nuove dal Burundi

Di passaggio a Roma per lo svolgimento della sua attività pastorale in Europa, abbiamo incontrato il presidente della Conferenza Episcopale del Burundi e vescovo di Muyinga Mons. Joachim Ntahondereye.
Sempre cordiale e disponibile, ci ha aggiornato sui progetti che Eccomi continua a svolgere nella sua diocesi.
Sembra che nella zona, tra le più povere del Burundi colpita periodicamente da carestie causate dalle condizioni climatiche, sia ritornata un po’di calma dopo una forte instabilità causata dalla repressione da parte del governo alle opposizioni.
Le cooperative rurali femminili nate nel 2010 con il sostegno di ECCOMI, continuano la loro crescita in modo attivo e produttivo nonostante la mancanza di una presenza dall’Italia a fungere da ponte.
vedi link Burundi: Progetto cooperative donne batwa

I lavori d’intervento nella scuola presso la parrocchia di Ntega sono ripresi dopo l’invio della seconda tranche dei contributi dei sostenitori del progetto. Il nuovo edificio è quasi completato (manca solo il tetto). Prima di fine anno invieremo una terza tranche di contributi dopo una verifica sull’avanzamento dei lavori.
Vedi link scuola Ntega

La scuola da poco iniziata, dopo il calo dovuto alle fughe dal paese di molte famiglie, ha visto quest’anno scolastico un maggior numero di iscrizioni. Ci auguriamo tutti che questo sia un segnale positivo per un cambio culturale del Paese.
Abbiamo assicurato il nostro impegno nella ricerca di padrini per sostenere i bambini e ragazzi più bisognosi che altrimenti non potrebbero frequentare la scuola perché siamo convinti che:
“L’istruzione è l’arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo.” (Nelson Mandela)
vedi link scolarizzazione

vescovo ok1

Le ragazze dell’Atelier acquisiscono commesse…

Le ragazze dell’Atelier continuano a lavorare e ci sono concreti segni di ripresa dell’attività, tanto che ci hanno pregato di rinviare a Bujumbura alcuni manufatti perché hanno venduto tutto e sperano di vendere ancora. Tutte stanno benone sono serene e piene di speranza e voglia di lavorare.
Quest’anno le ragazze si sono fortemente impegnate ed hanno mantenuto i costi entro i limiti da noi fissati con una perfetta tenuta della contabilità .Si sono attivate moltissimo per trovare nuovi clienti ed hanno dato prova di senso di responsabilità ed iniziativa : credo che questo rappresenti per noi un successo perché siamo riusciti a formarle e dar loro la necessaria responsabilità.

IMG-20170922-WA0003Hanno acquisito autonomamente commesse importanti (vedi foto che le ritrae mentre confezionano delle uniformi ) ed eseguono con puntualità anche gli ordinativi che facciamo pervenire.
Sul piano personale sono tutte molto serene e felici (hanno confidato ad un missionario che ci aiuta molto che non si sentono più handicappate….).

In particolare Evelyne che ha riacquistato il perfetto uso delle gambe, grazie ai vari interventi operatori di cui Eccomi è stato il promotore, si muove con grande agilità ed è totalmente autonoma (vedi foto con bebè comunque non suo).

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Ovviamente si sono aggiunte nuove nascite che allietano la loro vita ed anche quella dell’ Atelier.
Di tutto ciò siamo fieri !!!!.

Raccogliamo i salvadanai

Cari amici,

In Burundi le scuole sono appena iniziate nonostante la situazione di crisi politica del Paese e  i nostri amici dell’Associazione Scout del Burundi ci assicurano che faranno di tutto per continuare a seguire il progetto garderies e assicurare il pasto giornaliero ai 1500 bambini degli asili.

Siete invitati

 Domenica 8 novembre h.17,00 al teatro della parrocchia S. Maria Maddalena de’ Pazzi Largo Vicarelli – Roma

Raccoglieremo i salvadanai che avete ricevuto per l’iniziativa  “con 20 centesimi al giorno invito a pranzo un bambino”

Assisteremo insieme alla proiezione di un bel film: DIFRET – il coraggio per cambiare, prodotto dalla sempre più impegnata sul piano sociale Angelina Jolie. Il film ,ambientato in Etiopia e tratto da una storia vera ,racconta la battaglia difficile di una ragazza coraggiosa contro i pregiudizi maschilisti in una società intrisa di tradizioni e abitudini arcaiche

                     Invitate a partecipare anche i vostri parenti ed amici.

Seguirà un aperitivo.

Nell’attesa di un vostro riscontro, vi mandiamo un caro saluto.

Cristina Maccone                                                      Carlo D’Andria

Cell. 347.9048934                                                     Cell. 335.6875462

cristina.maccone@fastwebnet.it                               carlo.dandria@gmail.

clicca per vedere la locandina

Una lettera dalle ‘ragazze’ dell’Atelier l’Espoir a Bujumbura

 

Quando abbiamo iniziato eravamo un gruppo di donne handicappate che si riuniva in un container nel Mercato di Jabe…..un posto sporco, dove si vendevano granaglie, con una fogna a cielo aperto, con i topi che erano i padroni  e dove nessun “Muzungo” (bianco) avrebbe mai messo piede…

Facevamo piccoli lavori, stavamo con i nostri bambini, non avevamo soldi per pagare l’affitto, per mangiare, per mandare a scuola i nostri bambini.. una vita senza dignità….

Poi un bel giorno Eccomi decide di aiutarci nella creazione di un Atelier… Noi non siamo abituate a sognare, per noi esiste il presente e come affrontarlo giorno per giorno..in una parola:  conosciamo solo  il desiderio di sopravvivere, ma abbiamo 

ateliercreduto in questa proposta, ci abbiamo creduto fortemente. Abbiamo iniziato a lavorare e forse, tra tante diffidenze anche a fidarci dei Muzungoche ci hanno affiancate.

Abbiamo fatto una prima esposizione che è andata benino ed abbiamo cominciato a vedere i primi risultati.

Poi abbiamo  iniziato ad esporre in un grande Albergo. Per noi l’ingresso in quel mondo da favola e di lusso è stata un’esperienza travolgente. La gente acquistava i nostri prodotti e ci faceva i complimenti….eravamo trattate come persone che lavorano e eravamo rispettate….Abbiamo cominciato crederci…

Infine è arrivata una sistemazione decorosissima. Oggi percepiamoatelier1 un salario, un contributo per il trasporto,la colazione al mattino e disponiamo di una piccola cassa malattie e chi aspetta un bimbo ha diritto ad un periodo di maternità retribuita come la nostra Rebecca.

La gente ha cominciato a conoscerci….la stampa si è occupata di noi, il Sindaco di Bujumbura è tra i nostri clienti, l’Università ha inviato una studentessa per fare una tesi sulla nostra esperienza ed anche un ministro si è interessato alla nostra mutata condizione…. L’Atelier è quasi autosufficiente, vendiamo tanto, guadagniamo, paghiamo tutto puntualmente, possiamo comprare il cibo per i nostri figli e permetterci qualche “sfizio”.

Una di noi Evelyne, che camminava a 4 zampe, adesso grazie ad Eccomi è stata operata e finalmente cammina con le stampelle e può guardare le persone negli occhi e soprattutto sperare di crearsi una famiglia ed avere dei figli!

Ve lo abbiamo detto: non siamo abituate a sognare, non ce lo siamo mai permesso. Ora però abbiamo iniziato a farlo ed il futuro non ci spaventa più…siamo donne, siamo abituate a combattere ed oggi anche cominciamo a sperare……

Grazie a tutti gli amici italiani che ci hanno aiutato a conquistare la nostra dignità attraverso il lavoro, acquistando i nostri prodotti e sostenendoci con donazioni!

MIGLIOREREMO, ABBIAMO LA FORZA E LA VOGLIA DI FARCELA Annamarie,Bernadette,Eveline,Imelda,Languide,Rebecca,  Soline e Violette  

Sostegno scolastico ai ragazzi batwa ed orfani: Claudina ci scrive

batwa2La Diocesi di Muyinga si trova a Nord-Est del Burundi, coprendo le province amministrative di Muyinga e Kirundo e una parte della provincia di Karuzi. Il territorio è pari a 4.767 km2, la popolazione di ca. 1.251.611 cittadini censiti, di cui 13.000 BaTwa.

La situazione e condizioni sociali della gente sono fortemente determinate da un’economia debole, dalla mancanza di infrastrutture e di un sistema di controllo centrale efficace.

Il peso della “ribellione interna”, della corruzione e la debolezza del sistema interno delle imposte limitano la possibilità dello Stato di offrire servizi sociali adeguati e validi in materia di educazione, salute, sviluppo e ambiente…Di fatto i servizi sociali essenziali sono garantiti in tutto il paese, ma il personale ha un livello di preparazione talmente basso da rasentare il “crimine statale”.

Il tasso di analfabetismo è altissimo e il livello di istruzione ridicolo, questo limita le possibilità della popolazione di contribuire agli sforzi dello Stato per migliorare la situazione sociale, specialmente nelle aree periferiche.     Nonostante il Governo emetta nuove e migliorate leggi in favore dell’educazione, soprattutto per mantenere i/le giovani a scuola,  non c’è nessun controllo sulla popolazione e la partecipazione scolastica è lasciata nelle mani delle famiglie che in base alla loro sensibilità personale scelgono se inviare o meno figlie e figli a scuola. Di fatto la scuola dell’obbligo esiste sulla carta, ma il sistema non è strutturato per renderla effettiva.

batwa1Qui arriviamo noi della Caritas Diocesana di Muyinga che, grazie anche all’appoggio della Onlus Eccomi, da 6 anni sosteniamo la popolazione Twa (pigmei autoctoni del Burundi) nella partecipazione scolastica dei bambine/i e giovani in età scolare. Con il tempo il progetto ha subito modifiche e nelle nostre liste sono stati aggiunti orfane e orfani della Diocesi. In numeri contiamo 1.600 alunne/i delle primarie, 450 studenti/esse alle secondarie e 3 giovani all’Università.

Il nostro contributo consiste nel garantire loro il materiale scolastico necessario, con quaderni, penne, matite e scatola di matematica, l‘uniforme secondo le regole di ciascuna scuola e una piccola somma per quelle necessità si dovessero verificare nel corso del trimestre.

Di fatto il nostro aiuto è una goccia rispetto ai bisogni che le famiglie devono affrontare nel corso dell’anno scolastico, ma questa è una scelta ponderata: innanzitutto il nostro vuol essere un sostengo e non una sostituzione. Nella cultura burundese è la famiglia allargata che deve farsi carico dei bisogni dei propri elementi, soprattutto i più piccoli. Inoltre i nostri iscritte/i sono aumentati rapidamente e in maniera esponenziale: nell’intento di aiutare il numero maggiore di studenti e studentesse aventi diritto, abbiamo scelto di suddividere gli aiuti a disposizione su tutte/i coloro presentino le condizioni e seguano le regole fissate per essere iscritti nelle nostre liste. È per noi una gioia seguire l’evoluzione scolare di tante e tanti giovani, che dai primi tentativi scolastici arrivano a lasciare il nostro progetto con un diploma in mano, lanciandosi pieni di speranza e di orgoglio nel mondo del lavoro.

batwa3Per gli studenti BaTwa il diploma è il passaporto per un nuovo stato sociale: dalla capanna alla casa in muratura, dal campo al commercio.  Con loro si portano tutta la famiglia, soprattutto i fratelli e sorelle più piccoli. Le studentesse BaTwa diplomate ci stanno aiutando a sdoganare dalla miseria mentale ed economica centinaia di donne nei villaggi del nord. Queste/i giovani sono il “passepartout” che ci ha aperto ben più di una porta. Lavorare nelle comunità Twa per la Caritas Diocesana è diventato progressivamente un “must”, dove non riusciamo ad arrivare da soli, sono le comunità stesse che ci chiamano… il tutto è vissuto come un’avventura interessante e arricchente da ambo le parti.

Lo spazio si esaurisce qui, per questa volta, non ci resta che  porgervi un ringraziamento speciale per il vostro sostegno, nella speranza che anche questa avventura, vissuta in tandem, possa continuare e  evolvere con profitto.  MURAKENUYE !

Claudina Bertola
Muyinga – Burundi
Phone: 00257 79435426
Skype: Muyinga2008

Le garderies oggi

(dalla relazione di Jean Claude Nzisabira  responsabile per l’ASB del progetto Garderies)
 
vista garderie Kabanga copiaI bambini che frequentano quest’anno le 9 garderies sono 1510. Solo nella garderie di Kiyanza i bambini iscritti sono diminuiti rispetto all’anno passato poiché con il nuovo sistema scolastico un’aula della garderie è stata occupata e perciò si è tenuto conto del minor spazio disponibile per i bambini piccoli (comunque 117!)
Le garderies sono diventate centri di educazione alla riconciliazione  poiché garderie Kabanga classe ristrutt. copiafrequentati da tutti i bambini del territorio e non solo da bambini dei campi degli sfollati di guerra, inoltre il progetto riunisce i genitori dei bambini per mettere in atto una attività produttrice di reddito al fine di contribuire al buon funzionamento della garderie dei propri figli.
garderie Makebuko commissario copiaPer esempio il gruppo di genitori della garderie di Kiremba, nella provincia di Muyinga, dispone di un piccolo terreno seminato a foraggio che viene venduto, possiede inoltre una piccola peschiera per l’allevamento dei pesci e tra tre mesi comincerà a venderli.
I genitori della garderie di Vumbi nella provincia di Kirundo dispongono di un terreno dove  coltivano fagioli, patate e sorgo, è una provincia questa  dove spesso c’è carestia poiché ogni anno si osserva il prolungamento della stagione secca.
Non sempre tutto va come dovrebbe: il gruppo di genitori della garderie di Kiremba, nella provincia di Ngozi, hanno venduto il terreno di un ettaro ed ora L’ASB sta cercando di recuperare il terreno.
Nella garderie di Kiyanza nella provincia di Muyinga i genitori hanno coltivato  un ettaro di terreno a manioca ma il raccolto non è stato buono per mancanza di letame. I genitori dei bimbi iscritti in questa garderie sono per lo più Batwa e non possiedono animali.
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Durante l’estate l’Unicef  ha finanziato la ristrutturazione delle garderie di Kabanga e Makebuko nella provincia di Gitega e di Kanyosha a Bujumbura.
garderie Kabanga copia
la garderie di Kanyosha è stata  ristrutturata e la realizzazione di una recinzione ha permesso il posizionamento di strutture ludiche all’aperto, inoltre ha un grande serbatoio per l’acqua e l’Unicef  ha donato due mulini per la macinazione del riso e della manioca che permettono ai genitori che ci lavorano di contribuire al mantenimento della garderie. Per questi motivi è diventata una garderie modello ed è qui che vengono portate le delegazioni di altri paesi per mostrare la bellezza di questo progetto e per cercare nuovi finanziatori.
garderie Makebuko copia

Una recinzione all'Istituto Rumuri

 2013-05-17 10.55.26Nell’ istituto per bambini e ragazzi ciechi a Gitega  abbiamo sostenuto la costruzione di un bel muro di recinzione. Ce lo avevano chiesto nella nostra visita in maggio di quest’anno le suore che gestiscono l’istituto poiché spesso entravano persone estranee per rubare ed era pericoloso per i ragazzi e per le ragazze. Abbiamo inviato, come da loro richiesto, 3.700,00 euro ed ecco il bellissimo muro, le suore sono felici e ci ringraziano moltissimo.

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recinzione Rumuri      

Atelier l'Espoir: nuova sede

atelierGrandi novità: l’atelier si è trasferito presso la casa di accoglienza dei Saveriani  in Bujumbura. La casa di accoglienza in cui era inserito chiude per cui Emilia ha cercato una nuova sede ed ha trovato la grande disponibilità dei Saveriani ad accogliere il laboratorio di ricamo e cucito. Grazie di cuore a Padre Modesto e Padre Giovanni.

Le ragazze sono felici e, dopo un periodo di difficoltà, hanno ripreso a lavorare con lena ed entusiasmo riuscendo sempre ad ottenere prodotti belli e rifiniti.

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Vi ricordate dell’iniziativa “operazione salvadanaio” lanciata In occasione della performance teatrale del 10 novembre dello scorso anno a Roma destinata alla raccolta  fondi  per il progetto “Garderies-scuole           dell’infanzia” ?.  E’ passato un anno e siamo ansiosi di scoprire insieme a voi quali sono i risultati…… e allora  Incontriamoci

sabato 26 ottobre alle ore 16,30 

presso i locali della parrocchia di S. Gelasio – via Fermo Corni, 1

 Rd_si mangia!!!

Sapendo che molti bambini si sono impegnati a mettere le monetine nel salvadanaio discritta eccomi2  per i loro fratellini meno fortunati, abbiamo pensato di ringraziarli organizzando un dolce incontro festoso dedicato particolarmente a loro …ma non solo.

Vi aspettiamo tutti, anche con i vostri nipotini, nipotoni, figli e amichetti.

Sostegno scolastico a distanza in Burundi

Il progetto che vedeva come partner la Lega Iteka è stato chiuso ma sono stati stabiliti accordi con la Caritas della Diocesi di Muyinga per riprendere a sostenere i ragazzi nel prossimo anno scolastico. La collaborazione con la Caritas diocesana di Muyinga ha immediatamente consentito un maggior rapporto fiduciario e un diretto contatto con i ragazzi destinatari del progetto, in ultima analisi si è raggiunto un nuovo e più razionale metodo di gestione delle adozioni.

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